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Park Vittoria, il Comune vuole garanzie

Park Vittoria, il Comune vuole garanzie

L’assessore Tutino ribatte all’interpellanza di Forza Italia: «Abbiamo già chiesto all’impresa un piano dettagliato sui tempi»

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REGGIO EMILIA. Più che l’acqua stagnante e le zanzare presenti nello stagno all’interno dello scavo del park Vittoria, a preoccupare il Comune sono i tempi nella realizzazione dell’opera. La conferma che nessuno in Comune dorme sonni tranquilli è venuta anche ieri in sala Tricolore dall’assessore Mirko Tutino, che in risposta all’interpellanza del gruppo di Forza Italia ha precisato il Comune ha chiesto alla società Rep un crono programma dettagliato. «Al termine delle operazione di rimozione delle pavimentazioni, previsto tra pochi giorni - ha sottolineato Tutino - abbiamo chiesto che l’impresa fornisca un quadro dettagliato e trasparente delle tempistiche in modo da aumentare la sovrapposizione delle lavorazioni di cantiere e ridurre al minimo i ritardi».

Tutino ha inoltre precisato che «ci sono ritardi riscontrati in alcune fasi del crono programma dei lavori che sono legati a diversi fattori: la realizzazione di una membrana sul lato del parco, che si è resa necessaria per un’ulteriore tutela delle sofore monumentali e dagli scavi archeologici in corso. In fase esecutiva la Soprintendenza archeologica ha poi richiesto di ampliare l’area di scavo archeologico ad alta densità, ossia pulizia manuale delle stratigrafie emerse, dove era invece previsto uno scavo a bassa densità mediante un mezzo meccanico con assistenza archeologica».

Questi i passaggi principali della replica all'interpellanza dei consiglieri Giuseppe Pagliani, Nicolas Caccavo e Claudio Bassi sul Park Vittoria.

Riguardo alla presenza all'acqua stagnante nello scavo per la realizzazione del parcheggio interrato, Tutino facendo esplicito riferimento a quanto riportato dall'architetto Massimo Magnani, che segue in prima persona il progetto, ha confermato che «l'esame batteriologico dell'acqua presente nello stagno è stato eseguito a giugno e che il risultato è stato negativo». L’acqua stagnante in base agli esiti degli esame è risultata «di origine da infiltrazioni di falda superficiale simili per natura e qualità ad acque meteoriche. Rispetto alla richiesta se fosse stata considerata la presenza della falda a pochi metri di profondità, l'assessore ha replicato che «tale presenza era stata considerata e le misurazioni nel corso delle indagini preliminari hanno confermato la presenza di una falda freatica debolmente in pressione tra meno 5,3 e 5,8 metri dalla quota del piazzale attuale. La falda vera e propria quella in pressione è riscontrabile a meno 20 metri di profondità, con risalita a meno 6,5 - 7 metri di profondità».

Rispetto agli interventi e ai rischi per i residenti legati alla presenza di insetti e zanzare, l'assessore Tutino ha sostenuto che «si è intervenuti ed è in corso di esecuzione un programma di trattamenti preventivi concordato a partire dalla scorsa estate con l’Ausl che si concluderà a metà ottobre».

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