Picchia la convivente ma i vicini lo filmano, giovane arrestato
I passanti vedono la scena alla finestra e chiamano il 113 Il giudice ha disposto il divieto di avvicinarsi alla donna
REGGIO EMILIA. Ancora una violenta lite domestica. Ancora un uomo che si accanisce sulla compagna, incapace di accettare la volontà della donna di chiudere una relazione burrascosa e ormai pericolosa.
E' quello che è successo domenica in via Gorizia. Protagonista un 26enne nigeriano, che ora è finito in manette con l'accusa di lesioni aggravate. La donna ha riportato ferite guaribili in dieci giorni.
Sono stati i vicini a chiamare la polizia. Hanno visto la donna sporgersi dal balcone e dalla finestra e chiedere aiuto, poi un uomo tirarla dentro con violenza. Il tutto è stato filmato, con il cellulare, da due ragazze che si sono decise a documentare il tutto visto che da un’ora sentivano urla e richieste d’aiuto. Un'altra persona ha testimoniato di aver visto lo stesso minacciarla impugnando un 'arma, risultata delle forbici. Quando sul posto sono arrivati gli agenti delle Volanti hanno trovato l'uomo fuori di sé. La ragazza, di pochi anni più giovane, ha raccontato di essere stata minacciata con le forbici e presa a bastonate con lo spazzettone al culmine di una lite violenta che andava avanti da ore e per difendersi dalla quale la stessa aveva chiesto anche aiuto al fratello di lui telefonandogli con un tablet che poi il convivente ha distrutto, impedendo che lei venisse richiamata dal familiare: lo ha buttato dalla finestra. Gli agenti hanno ricostruito la burrascosa relazione che lega la coppia. A giugno, la donna aveva trovato il coraggio di cacciarlo di casa. Poi, convinta dalle pressioni familiari che li rivolevano insieme, lo aveva fatto rientrare. Ma le cose non sono affatto migliorate, fino all'epilogo di domenica che l'ha costretta a rivolgersi all'ospedale per medicare le ferite riportate per i pugni e i calci ricevuti, oltre alle bastonate.
Ieri mattina, il 26enne ha dato la sua versione dei fatti davanti al giudice Luca Ramponi. Assistito dall’avvocato Mario Di Frenna, ha replicato alle accuse dicendo di essersi difeso dall’aggressione della convivente con cui ha litigato per una borsa che lui ha comprato per la madre per poi spedirgliela in Nigeria. La convivente – sempre secondo il 26enne – voleva fotografare la borsa per postare quell’immagine sul suo profilo Facebook, ma lui si è opposto perché voleva incartare la borsa stessa per spedirla. A monte il litigio per un’altra borsa che la donna aveva comprato promettendo di regalarla alla mamma del convivente e che, invece, aveva dato ad un’amica parrucchiera in cambio della nuova tinta ai capelli. Il nigeriano ha specificato che aveva in mano le forbici perché temeva che la compagna le usasse contro di lui e che nell’aggressione la donna gli ha spaccato il telefonino. Infine ha detto che non poteva andarsene di casa perché in slip e maglietta, mentre le immagini e le testimonianze dicono che lui era in giacca e pantaloni quando è scoppiato il litigio. «E’ stato provocato – dice il difensore Di Frenna – e lei l’ha anche graffiato». Il legale non si è opposto alle richieste restrittive del pm Maria Rita Pantani: allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento. Se ne riparlerà, in aula, il 19 ottobre. (el.pe.-t.s.)
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