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A Reggio Emilia 19 nuovi richiedenti asilo, sbarcati sulle coste calabresi

A Reggio Emilia 19 nuovi richiedenti asilo, sbarcati sulle coste calabresi

Facevano parte di un gruppo di 487 africani, 50 quelli assegnati all’Emilia: intanto sono cambiati i regolamenti sui permessi di soggiorno

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REGGIO EMILIA. Sono in arrivo a Reggio altri 19 profughi approdati l’altro ieri a Reggio Calabria sulla nave Siem Pilot; 487 le persone a bordo tra i quali tra i quali 278 uomini, 175 donne - sei incinte - e 34 minori provenienti, in prevalenza, da Nigeria e Gambia ed in minima parte da Senegal, Marocco, Costa d'Avorio, Mali e Sierra Leone.

I profughi, in base al piano di riparto predisposto dal Ministero dell'Interno, saranno trasferiti in Emilia Romagna (50), Liguria (50), Lombardia (100), Piemonte (87), Toscana (100) e Veneto (100). Tra i 50 in arrivo nella nostra regione, 19 sono stati destinati a Reggio: arriveranno entro venerdì.

E proprio oggi entrerà in vigore un decreto legislativo che riguarda la gestione del fenomeno di migranti e profughi. A renderlo noto Ottavia Soncini, consigliere regionale del Pd, che parla a questo proposito di “condivisione della solidarietà ma ripartizione delle responsabilità”.

«Significative novità - spiega Soncini - riguardano le procedure. Si definisce che la nuova durata del permesso di soggiorno per richiedenti asilo è di sei mesi, rinnovabili, e non più di tre; vi è un chiarimento importante sulla residenza: i richiedenti asilo potranno iscriversi all’anagrafe dopo tre mesi di permanenza nei centri di accoglienza; potranno svolgere attività lavorative dopo 60 giorni dalla presentazione della domanda di asilo e non più 180. Il decreto, inoltre, contiene la formalizzazione di un coordinamento Stato/Regioni che definisce le linee di indirizzo per la programmazione e la ripartizione dei posti di accoglienza». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12182371:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12182371:1649482579/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Si definisce anche - prosegue Soncini - un sistema di competenza statale per i minori non accompagnati. Un provvedimento improntato al serio pragmatismo che fa leva sulla collaborazione tra enti locali, associazioni di volontariato, famiglie e privati cittadini». Secondo i dati forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, al 31 agosto 2015 in regione erano presenti in totale 627 minori non accompagnati, di cui 22 ospitati a Reggio Emilia. La maggior parte di loro ha 17 anni (59,1%), ma vi è un 6% di minori tra i 7 e i 14 anni.

«Il vero nodo non è l’accoglienza - commenta Soncini - ma il progetto di vita, il dopo. E’ un progetto migratorio talvolta confuso e irrealistico, occorre potenziare la qualità delle informazioni date ai migranti e favorire un loro contatto con la realtà. Ma nello stesso tempo, dove è possibile, va favorito un ritorno a casa assistito. Forse non molti, ma nemmeno pochi, di fronte alla realtà che mette in crisi il loro progetto migratorio, potrebbero preferire ritornare a casa».

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