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"Marketing, una scusa per cacciarmi dalla guida del Consorzio"

di Giuseppe Alai *
"Marketing, una scusa per cacciarmi dalla guida del Consorzio"

Il presidente Alai al direttore della Gazzetta: "I consorziati sono i veri titolati ad assegnare e a togliere la fiducia agli amministratori del Consorzio, non voi"

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Egregio direttore, prendo atto del fatto che le sue personali critiche al nostro comportamento di censura  alla pubblicità su un sito pornografico e l'assenza del Consorzio al concerto del Campovolo (perchè
impegnati ad Expo, Cheese e altri eventi, ma anche per tante altre ragioni molto più pratiche che un esperto di marketing dovrebbe almeno intuire, a partire dalla conservazione del prodotto sotto il sole e in zaini) erano solo pretesti rispetto al suo vero obiettivo, che è quello di "cacciarmi" da presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, come scrive su gazzetta.it, segnalando che la guerra sotterranea non è ancora iniziata.

Francamente - e pur non sapendo se questo rientri nei compiti dei giornalisti - non ne comprendo la ragione, né comprendo l'accanimento personale di un direttore di un così prestigioso quotidiano locale, che mai ho visto impegnato a "cacciare" sindaci o amministratori pubblici in nome di diverse opinioni sul marketing o per conto di soggetti terzi (le minoranze, ad esempio).

Ma al di là di una questione che sembra personale, l'aspetto più inquietante della battaglia della "Gazzetta" è il fatto che, pur di attaccare me e il consorzio, in un crescendo di offese (definisce "scellerata",  ad  esempio,  la  nostra  scelta  di  stoppare  una  pubblicità  impropria su un sito pornografico) e risibili appigli (il "botto" di una latteria al post concerto, con 5 forme vendute, a fronte di una produzione di 3,2 milioni di forme) dedica ampi spazi al principale concorrente, cioè al Grana Padano, e ne tesse le lodi proprio nel cuore della produzione del Parmigiano Reggiano.

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La Gazzetta di Reggio non ha dato spazio (tranne che in una occasione) a ciò che stiamo facendo ad Expo (dal padiglione supermercato del futuro, dove passano milioni di persone, alle più recenti iniziative con il progetto curato in collaborazione con Unioncamere Emilia Romagna, ad altre iniziative ad Expo e ai nostri eventi al Cheese di Bra), ma in una pagina intera, con testi e immagini, oggi magnifica le azioni dei nostri concorrenti-amici, quando magari le sarebbe bastato parlare con il Consorzio del Parmigiano Reggiano per scoprire che facciamo cose assai simili e sovrapponibili, avendo però a disposizione un terzo delle risorse che essi possono dedicare alla promozione.

La più evidente ragione della differenza è molto semplice: producono il 50% in più (e quindi anche a parità di contributo per forma chiesto ai consorziati avrebbero comunque più risorse), e dai contributi per singola forma ricavano un ulteriore 50% in più rispetto a quello che pagano i nostri caseifici (9 euro contro 6).

Dallo sport (e credo le siano note le sponsorizzazioni delle ragazze del tennis, più volte vincitrici della Fed Cup con il contribuito di Fravia Pennetta, vincitrice dei recenti Open Usa, e poi quelle passate dal nostro campione olimpico Giuliano Razzoli, senza citare le tante altre), all'educazione alimentare (anche quest'anno siamo nelle scuole d'Italia a fianco di 1.000 insegnanti e 25.000 bambini e ragazzi e le loro famiglie), alle telepromozioni natalizie, alla presenza nei punti vendita all'estero, a facebook e twitter, alle campagne con la Gdo, tutto è sovrapponibile, ad esclusione delle nostre grandi campagne con la distribuzione italiana dopo il terremoto 2012, con iniziative concrete di solidarietà per i caseifici colpiti e finalizzate a stroncare all'origine gli sciacallaggi.

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La differenza sta proprio nelle risorse disponibili, che è decisamente influente e che per parte nostra destiniamo agli investimenti comunicativi sui mercati esteri per il 50%; non a caso è proprio qui  che  abbiamo  raddoppiato  le  vendite  in  pochi  anni  e  continuiamo  a  crescere  in  misura impensabile in un mercato interno toccato da una crisi economica che ha fortemente ridotto il potere d'acquisto delle famiglie e dalla quale deriva anche una parte della depressione dei prezzi, oltre che da livelli produttivi eccessivi rispetto alla capacità di assorbimento dei mercati.

Paragona due prodotti completamente diversi nelle fondamenta: il nostro Parmigiano Reggiano, artigianale, è presente, ad esempio, in tutto l'Appennino (cosa che non accade per i cugini) e lì è una risorsa primaria, tanto che dopo aver ottenuto dalla UE una possibilità di differenziazione specifica,  oggi,  rinunciando  a  qualche  spot  e  pensando  al  reddito,  stiamo  investendo  ed investiremo centinaia di migliaia di euro).

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Sempre a proposito di cifre, nell'articolo sulla Gazzetta di Reggio di oggi si scrive che il primato del valore al consumo spetta al grana Padano: certo, producono il 50% di forme in più, e solo quando le nostre sono scese in numero per quattro anni consecutivi (2007, 2008, 2009) siamo balzati al primo posto della graduatoria del valore alle vendite, giungendo ad una media record, nel 2011 con 10,76 euro/kg alla produzione.

In ogni caso i consorziati sono i veri titolati ad assegnare e a togliere la fiducia agli amministratori del Consorzio - fiducia che ho messa   al voto nel'ultimo assemblea e che l'assemblea non ha voluto votare - e  possono farlo  in piena  libertà e alla  luce  del  sole,  senza  quelle guerre sotterranee (di cui lei parla e le che le pare debbano ancora iniziare) che accadevano prima di quella riforma dello Statuto che ho promosso insieme al Consiglio tra i primi atti del mio primo mandato, consentendo direttamente a centinaia di consorziati - cioè a tutti, e non a qualche decina di delegati, come avveniva in precedenza - d'essere diretti protagonisti delle assemblee e della democrazia interna.

È invece assai difficile confrontarsi con chi spera di "cacciarmi", pubblica senza filtri commenti in cui si adombrano ipotesi mafiose e rivela una   conoscenza del comparto piuttosto fragile, e ciò nonostante si permette, sfruttando la sua posizione e incurante degli interessi dei produttori, di screditare  con ogni mezzo non solo me (e la cosa è marginale proprio perché il giudizio spetta a tutti i caseifici, e non solo qualcuno di loro), ma il Consorzio e lo stesso Parmigiano Reggiano, magnificando anche le presunte virtù del suo primo concorrente.

Veramente credo abbia cattivi e interessati consiglieri, anche in tema di un marketing che mi pare molto semplificatorio (ma si sa che un mister x o un signor k é sempre pronto a screditare qualcuno per poi proporsi come soluzione), ma resta il fatto che non capisco perche il direttore della Gazzetta mi voglia "cacciare" ed esalti i concorrenti, proprio negli stessi giorni in cui i caseifici e il Consorzio apriranno le porte ai consumatori per la nuova edizione di "caseifici aperti", che promuoviamo anche con pubblicità (sempre compatibile con il nostro budget) su Gazzetta di Reggio, Modena e Mantova.

Sono ben consapevole del fatto che con le scelte in Consiglio, anche quando sono unanimi, e anche  con  Assemblee che discutono e a stragrande maggioranza approvano, mai potremo soddisfare tutti ed essere presenti ovunque.

Per questo esistono maggioranze, minoranze, strumenti democratici che usano a viso scoperto quanti rischiano e investono, cioè  quei produttori con i quali condividiamo ogni passaggio e ogni scelta nella consapevolezza e nel rispetto delle loro fatiche e della loro libertà.

Distinti saluti

* presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano

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