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Offese ai carabinieri, 22enne sotto processo

Offese ai carabinieri, 22enne sotto processo

Bagnolo: il giovane è accusato di oltraggio. Ma lui nega: «La frase ingiuriosa era rivolta a dei ragazzi»

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BAGNOLO. Non c’è dubbio che la frase insultante «Ignoranti di merda» sia stata detta, con rabbia, da un giovane il 22 luglio di cinque anni fa.

Ma con chi ce l’aveva l’allora 22enne? Per gli inquirenti era diretta ai carabinieri che in quel momento stavano facendo dei controlli sulla macchina con cui il giovane era giunto a Bagnolo insieme a degli amici. Mentre secondo il diretto interessato e un amico (proprietario dell’auto) sentiti ieri in tribunale a Reggio, quelle parole ingiuriose erano rivolte a dei ragazzi che si erano messi di mezzo ed impedivano al 22enne di parlare con i militari. Una differenza, quindi, non da poco, perché in aula si sta dibattendo un processo per oltraggio a pubblico ufficiale e al momento la vicenda appare controversa.

Il giovane – ora imputato – davanti al giudice Dario De Luca ha ricostruito così quanto accaduto: giunto a Bagnolo in auto, il gruppo di amici si era prima diretto verso un bar, poi vedendo la piscina aperta, erano andati a farsi un bagno. Il proprietario della macchina – ai tempi 23enne – avrebbe lasciato le chiavi dell’auto, il portafoglio e il cellulare ad uno degli amici. Sin qui tutto fila liscio, ma è quando escono dalla piscina che le cose si complicano. L’auto non c’è più nel punto dove era stata parcheggiata, comunque l’apprensione dura poco perché si trova poco lontano, ma attorno alla vettura vi sono diversi ragazzi ed i carabinieri che stanno facendo dei controlli. «Non riuscivo a capire cosa stesse accadendo – rimarca l’imputato che è difeso dal legale Giampaolo Riva – e volevo parlare con i militari, ma quei ragazzi si intromettevano continuamente e mi sono innervosito. Nel parapiglia la frase che ho detto poteva essere intesa nei confronti dei carabinieri, ma io non ce l’avevo con le forze dell’ordine perché stavano solo facendo il loro dovere, mi ero arrabbiato con quei ragazzi». Una versione confermata ieri – sempre in udienza – dal proprietario della macchina. «Ci conosciamo da tempo e come mio amico lui voleva prendere le mie parti e capire il perché di quell’intervento dei carabinieri. Ma quei ragazzi si mettevano continuamente di mezzo e il mio amico ha avuto un sfogo nei loro confronti, come mi ha anche detto mentre ritornavamo a casa». L’auto era stata spostata, per farsi un giro, dall’amico a cui il proprietario aveva lasciato le chiavi. Di questa storia se ne riparlerà in tribunale fra due mesi.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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