Rumori all’Italghisa prosciolto il titolare «Multa già pagata»
REGGIO EMILIA. Il colpo di scena sfoderato dalla difesa nell’udienza scorsa ha fatto breccia nel convincimento del giudice Silvia Semprini: il decreto penale di condanna (non appellato e, quindi,...
REGGIO EMILIA. Il colpo di scena sfoderato dalla difesa nell’udienza scorsa ha fatto breccia nel convincimento del giudice Silvia Semprini: il decreto penale di condanna (non appellato e, quindi, definitivo) contiene anche lo stesso fatto (lo sforamento acustico nella notte fra l’11 e il 12 maggio 2013) per cui è sotto processo il 37enne Luca Redeghieri, come titolare della discoteca Italghisa.
Da qui, ieri, il “non doversi procedere” nei confronti di Redeghieri, perché il decreto penale di condanna (una multa di 3.750 euro emessa dal pm Isabella Chiesi e notificata dopo che si era già tenuta la prima udienza di questo processo)effettivamente fa riferimento a rumori eccessivamente alti riscontrati dall’Arpa su un lasso di tempo più ampio (dal novembre 2012 al dicembre 2013). La vicenda non è però chiusa sul piano giudiziario, perché tramite l’avvocato Massimo Viappiani i due residenti nella zona della discoteca che si sono costituiti parte civile (Luigi Abate Mattei ed Elisabetta Greco) intendono chiedere un risarcimento-danni in sede civile.
All’uscita dall’aula l’avvocato difensore Matteo Marchesini parla sia del proscioglimento del suo assistito sul versante penale, ma anche della causa civile che si prospetta all’orizzonte: «Nel decreto penale di condanna vi sono gli stessi atti di questo procedimento e Redeghieri, secondo il principio giuridico del “ne bis in idem”, non poteva essere processato per il medesimo fatto. Inoltre sempre il decreto penale – rimarca il legale – non fa stato nel processo civile, quindi se vi sono delle responsabilità vanno tutte accertate i, sede civilistica e noi siamo pronti per difenderci». (t.s.)
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