Tragedia sulla via Emilia, rubati 11.000 euro nell’auto della morta
L'incidente mortale il 6 agosto scorso, dove perse la vita Anna D'Arienzo. Il pm Salvi ha aperto una nuova inchiesta per furto. Sentite le persone che hanno avuto a che fare con lo schianto
REGGIO EMILIA. C’è un retroscena a dir poco sgradevole nell’incidente che il 6 agosto scorso ha distrutto la famiglia Panariello. Quel pomeriggio gli anziani genitori e il figlio stavano andando in auto a far compere al caseificio San Simone quando lungo la via Emilia (poco prima di Bagno) furono centrati in pieno da un camion Iveco che sopraggiungeva.
Inutile la frenata del mezzo pesante: nell’impatto morì sul colpo Anna D’Arienzo, da allora il figlio Antonio Panariello è in coma e solo il padre 83enne Aniello Panariello si sta faticosamente riprendendo. Con una sterzata improvvisa era riuscita ad evitare l’impatto diretto con il camion una giovane modenese alla guida di una Fiat Punto. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11913529:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/09/news/il-tir-andava-ai-60-all-ora-accertamenti-ora-sui-freni-1.11913529]]
Ma all’inchiesta per omicidio colposo (è indagato il camionista Francesco Valla) si è ora aggiunta un’indagine che lascia attoniti. Dalla macchina (una Phedra nera) devastata dal tragico tamponamento sarebbero spariti 11mila euro in contanti, contenuti in un borsone.
E tutto ciò – alcuni giorni dopo lo schianto – è stato messo nero su bianco dai familiari che in questura hanno presentato una denuncia contro ignoti. In quel borsone sarebbero stati messi da Aniello i soldi che servivano alla famiglia Panariello per le vacanze ormai imminenti (dovevano infatti partire il giorno dopo) al paese d’origine nell’Avellinese. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11904278:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/08/news/incidente-mortale-sulla-via-emilia-tolta-patente-al-camionista-1.11904278]]
Quattrini con cui intendevano anche pagare alcuni lavori da ultimare nella casa che hanno mantenuto in Campania. A fronte di questa denuncia è stata aperta perciò una seconda indagine, ma per furto.
Anche questa seconda inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi che ha incaricato la squadra mobile di mettere in atto tutti gli accertamenti necessari per far luce su una vicenda che, se provata, è da autentici sciacalli, vista la tragedia abbattutasi su questa famiglia.
Da quanto “filtra” sarebbe già stata accuratamente ispezionata la Phedra in cui viaggiavano le tre persone, inoltre si è reso necessario ricostruire tutte le fasi successive dell’incidente mortale (il primo intervento, i soccorsi sanitari, i rilievi di legge e il trasferimento dei tre mezzi coinvolti nello schianto) per poi sentire chi è intervenuto non solo nell’immediatezza sulla via Emilia ma anche nella fase seguente delle cure mediche e dei veicoli da mettere sotto sequestro a fini d’indagine ed assicurativi. Al momento non vi sarebbero indagati.
La famiglia Panariello è tutelata dall’avvocato Romano Corsi che sta seguendo, passo dopo passo, l’evolversi delle due inchieste.
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