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CORREGGIO

A rischio i lavoratori di Mondolfo della ditta Corghi

di Serena Arbizzi

CORREGGIO. Il timore della delocalizzazione in Croazia, manifestato nei mesi scorsi da parte dei lavoratori della Corghi, si è esteso anche allo stabilimento della ditta correggese di Mondolfo, in...

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CORREGGIO. Il timore della delocalizzazione in Croazia, manifestato nei mesi scorsi da parte dei lavoratori della Corghi, si è esteso anche allo stabilimento della ditta correggese di Mondolfo, in provincia di Pesaro Urbino.

Nei giorni scorsi, i rappresentanti sindacali di Fiom, Fim, Uilm e la Rsu di stabilimento, hanno avuto un incontro con la proprietà durante il quale sono stati informati dell’intenzione di aprire una procedura di mobilità nello stabilimento di Mondolfo (sarebbe la terza negli ultimi tre anni) paventando, tra l’altro, data la problematicità sulla sostenibilità di alcune produzioni nello stesso sito, la necessità di commercializzare prodotti di bassa gamma del sito di Mondolfo, e la imminente apertura di uno stabilimento in Croazia.

Tutto questo coltiva la preoccupazione dei sindacati del fatto che un altro reparto possa essere investito dalla chiusura nei prossimi mesi.

I lavoratori della Corghi, nell’affollatissima assemblea sindacale tenutasi venerdì scorso, hanno proclamato lo stato di agitazione.

Quello che si teme è che, a piccoli pezzi, venga “smontato” questo importante sito produttivo che coinvolge ben 85 dipendenti, per essere portato in paesi esteri dove già esistono siti produttivi del gruppo (Croazia, Cina).

Alla Corghi Spa di Mondolfo si è deciso quindi uno sciopero spontaneo di quattro ore e nei prossimi giorni ci saranno nuovi incontri per parlare del futuro dello stabilimento.

In particolare, le parti si incontreranno di nuovo il 6 ottobre per decidere sul futuro dei cinque lavoratori per cui si è aperta la procedura di mobilità, ma il 12 ottobre verranno affrontate le tematiche relative al futuro dello stabilimento e delle strategie organizzative e aziendali, al fine di poter salvaguardare i livelli occupazionali e riportare un clima più sereno tra i lavoratori seriamente preoccupati.

Evidente che la vicenda venga seguita con preoccupazione anche a Correggio.

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