I 5 Stelle all’attacco «Il Pd vuole chiudere il punto nascite»
CASTELNOVO MONTI. Suscita conseguenze anche a Castelnovo la discussione avvenuta in consiglio comunale a Reggio sul Sant’Anna;, terminata con il “no” della maggioranza alla mozione di Forza Italia...
CASTELNOVO MONTI. Suscita conseguenze anche a Castelnovo la discussione avvenuta in consiglio comunale a Reggio sul Sant’Anna;, terminata con il “no” della maggioranza alla mozione di Forza Italia sul mantenimento del punto nascite, su cui da mesi incombono voci di possibile chiusura. Sul tema interviene il Movimento 5 Stelle di Castelnovo, per voce del capogruppo Massimiliano Genitoni: «Il Pd reggiano si è espresso chiaramente sulla questione Ostetricia dell’ospedale Sant’Anna, lasciando intendere che a loro parere non serve e va chiuso. Questa presa di posizione politica cade come un macigno sulla testa dei montanari, che avevano creduto nella bontà del partito da loro sempre sostenuto a maggioranza. Invece il loro punto di riferimento al quale hanno delegato la gestione del patrimonio pubblico gli ha voltato le spalle deludendoli e, come se non bastasse, umiliandoli. Tutto questo in contrapposizione a quanto detto e scritto negli ultimi mesi dai sindaci Pd della provincia, in contrapposizione alle posizioni del Pd in Regione, in contrapposizione alla senatrice Pd Leana Pignedoli, che aveva portato il problema (serissimo) a Roma». Conclude Genitoni: «Tutto questo in contrapposizione soprattutto a quanto richiesto dai cittadini che hanno spontaneamente costituito un comitato per chiedere a questo Pd di usare il buonsenso e considerare la sicurezza dei cittadini come prioritaria. A nulla sono servite nemmeno le oltre 10.000 firme raccolte a difesa del reparto ospedaliero. Potrebbe essere solo l’inizio di uno smembramento più ampio. Anche questa volta il Pd ha deciso secondo logiche perverse raccontando che lo fa per la sicurezza delle partorienti, mentre invece con questa chiusura farà esattamente l’opposto! Sembra proprio che il progetto Mire non si debba fermare, che niente e nessuno si possa interporre ad un investimento faraonico che ci viene venduto come il futuro per la sicurezza delle partorienti senza però considerare che rimarrà un “miraggio” per chi si troverà a partorire in emergenza dalle remote zone del crinale».
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