Il comitato No Park all’attacco di Tutino «Sophore a rischio, c’è un danno pubblico»
«Queste sophore stanno soffrendo dal momento del taglio delle loro radici proprio per la costruzione di questa opera privata, a scopo privato e per privati. Peccato che il danno sia pubblico e che...
«Queste sophore stanno soffrendo dal momento del taglio delle loro radici proprio per la costruzione di questa opera privata, a scopo privato e per privati. Peccato che il danno sia pubblico e che riguarda tutti i cittadini. Auspichiamo che tutte le associazioni del verde e ambientaliste prendano posizione e spingano chi di dovere a prendere rapide e adeguate soluzioni». Non solo il cantiere del park Vittoria. Ma anche le sophore, con il comitato No Park che, per bocca di Antonella Telani (nella foto), mette nel mirino le dichiarazioni dell’assessore Mirko Tutino. Proprio Tutino aveva parlato dei rallentamenti del cantiere dovuti anche «dalla variante ai diaframmi che sul lato parco si è resa necessario fare per una ulteriore tutela delle sophore monumentali». Parole che secondo i No Park non corrispondono alla realtà dei fatti. «Questi diaframmi sono i muri di contenimento costruiti per arginare la terra intorno al cantiere e sono profondi 15 metri - afferma Telani –
Già nell'estate del 2013 noi del comitato affermavamo che avrebbero causato enormi disagi a tutto il parco perché
tali “barriere” avrebbero bloccato l’afflusso naturale della falda acquifera sotterranea che scorre a quasi sette metri di profondità.
In tal modo tutte le settecento piante del parco sarebbero rimaste senza acqua e in particolare le sophore del Giappone che sono a ridosso del cantiere». Un problema evidenziato già in passato. «Niente è stato fatto per ridare al parco l'acqua di cui avevano bisogno, se non una piccola spuntatina alle fronde più alte per consentire alle attrezzature del cantiere la continuazione dei lavori. Niente è stato fatto per adeguare tali diaframmi al problema: magari dei fori o delle griglie orizzontali che potessero permettere il defluire delle acque verso le piante e non il loro ristagno puzzolente e degradante nell'attuale malsana piscina».
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