Ludopatia, 105 le persone trattate dal Sert nel 2014
E’ uno dei dati emersi dal seminario che si è tenuto ieri all’ex San Lazzaro La grande maggioranza è rappresentata da uomini, età media 48 anni
REGGIO EMILIA. Sono 105 le persone trattate nel 2014 dai servizi pubblici del Sert per dipendenza dal gioco d'azzardo. La grande maggioranza (71,6%) è composta da maschi. L'età media è di 48,3 anni. Circa la metà ne ha più di 50. Sono molto più numerosi, però, i soggetti che si rivolgono ai servizi per chiedere informazioni e consigli per sè o per i propri familiari. Nei casi più gravi è stato disposto il ricovero nella struttura della comunità Papa Giovanni XXIII denominata Progetto Pluto (Plutone era il dio del denaro), che conta sei posti letto, per un tempo variabile da 15 giorni a sei mesi. La retta, di circa 70 euro al giorno, è coperta dall'Ausl con un contributo forfettario della Regione.
Il bilancio delle prestazioni di cura della ludopatia è stato tracciato ieri mattina nel corso di un seminario tenuto a Villa Rossi, nell'ex-San Lazzaro. A questo fenomeno in preoccupante crescita era doveroso riservare uno spazio specifico nella settimana della salute mentale, la cui decima edizione è in corso di svolgimento fra dibattiti, seminari di studio, convegni, mostre, eventi teatrali, sportivi e ricreativi. Lo si è fatto riunendo intorno a un tavolo i professionisti che coordinano le attività di assistenza per fare il punto sulle strategie adottate e verificarne l'efficacia. Ne rende conto Angela Dodi, direttrice del Programma dipendenze patologiche, che fa riferimento al Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Ausl: «Questo seminario - spiega la dottoressa Dodi - è stato organizzato, come le altre iniziative della settimana della salute mentale, con il coinvolgimento attivo degli utenti, delle famiglie e delle associazioni. La scelta di Villa Rossi è dovuta al fatto che vi è il Centro di didattica multimediale per la promozione della salute, un centro di riferimento regionale nato da un'idea della Lega contro i tumori. Si tratta di un laboratorio frequentato dagli studenti delle scuole superiori e dell'università. Nell'occasione vi è stato applicato un programma dell'università di Verona che consente di testare la percezione del rischio di ludopatia attraverso immagini e questionari».
L'impegno congiunto del servizio pubblico e delle associazioni è stato al centro della tavola rotonda, a cui hanno partecipato i rappresentanti dei Sert e Marina Abrate per conto della comunità Papa Giovanni XXIII. La lezione magistrale è stata tenuta da Mauro Croce, psicologo e psicoterpauta, presidente di Alea, associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio. «La ludopatia - riferisce Angela Dodi - è un fenomeno sempre più diffuso fra i giovani e gli studenti. Le ragazze sono più catturate da Gratta e vinci, Lotto istantaneo e slot machine. I maschi sono attratti anche dalle scommesse sportive e dai poker Texas. Secondo uno studio del 2012 i giocatori d'azzardo problematici variano dall'1,3 al 3,8% della popolazione. I giocatori patologici oscillano fra lo 0,5 e il 2,2%. Le trappole che più attanagliano sono le new slot (slot machine e video-poker) e i videogiochi installati nei bar. Il trattamento non è ancora previsto nei Livelli essenziali di assistenza. La nostra regione è l'unica che preveda un percorso di cura simile a quello delle tossicodipendenze».
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