«Mensa spesso sguarnita per fare i regali di Natale»
Correggio: tre carabinieri illustrano in aula il sistema-Cesi e l’accordo col Conad. «Mangiavamo merendine, lui ricavava i doni dai risparmi sugli acquisti fatturati»
CORREGGIO (REGGIO EMILIA). Ormai i testimoni dell’accusa da sentire sono agli sgoccioli nel processo all’ex comandante dei carabinieri di Correggio – Roberto Cesi – poi sarà la volta in tribunale a Reggio dell’imputato e delle non poche persone che intende far testimoniare la difesa.
Ieri, intanto, con i tre carabinieri sentiti sono state affrontate le due accuse (falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici) che ruotano attorno alle spese per la mensa della caserma correggese e le modalità di fatturazione richieste al supermercato Conad da cui i carabinieri si approvvigionavano. Il carabiniere scelto Andrea Frate ha rievocato i rimproveri ricevuti per telefono dall’allora comandante già prima del suo arrivo a Correggio: partito da Roma, aveva preannunciato un possibile ritardo per il traffico. Era il 2006. Un mese dopo fu rimproverato al ritorno della spesa per rifornire la mensa. «Mi avevano detto che potevo far compere sui 200 euro, e ne spesi 150. Quando il maresciallo mi vide tornare con gli acquisti, mi disse che avevo speso troppo: io non dovevo più andare a fare la spesa».
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Le testimonianze spaziano poi dal frigorifero della mensa spesso vuoto ai pasti non soddisfacenti, con i militari che si prendevano un panino o merendine dal distributore automatico, oppure si rifugiavano, a proprie spese, in altri posti a mangiare. Sempre i militari sentiti hanno illustrato poi altri “passaggi” a loro dire costanti: la firma a fine mese del modulo in cui chi aveva il diritto alla mensa attestava di essersene servito tutti i giorni (anche se mangiavano solo merendine...); il rito sotto Natale dei regali che, secondo l'accusa, erano pagati con i risparmi fatti nel corso dell'anno negli acquisti al Conad per la “cambusa” della mensa. Quando i carabinieri cominciarono ad avere da ridire, Cesi li radunò: «Come pensate che arrivino i regali di Natale? Quello che faccio è per il bene della caserma!». Hanno testimoniato anche una cassiera e un responsabile del Conad. Secondo la procura gli scontrini degli acquisti venivano annullati e sostituiti, ogni mese, con una fattura di importo superiore, mentre solo a dicembre la fatturazione era inferiore: «Io proseguivo un sistema – ha spiegato il responsabile – comunque mi ero posto delle domande, ma visto che il cliente pagava sempre...».
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