Gazzetta di Reggio

Reggio

«Numeri sul braccio ai profughi? Sì, è un timbro come in discoteca»

«Numeri sul braccio ai profughi? Sì, è un timbro come in discoteca»

Guastalla, la “battuta” del consigliere Iafrate scatena la polemica sull’accoglienza agli immigrati

1 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. Scintille in consiglio comunale tra il gruppo di maggioranza “Guastalla Bene Comune” e la minoranza di “Per Guastalla”, che hanno avuto un vivace confronto durante la discussione sulla mozione relativa all’accattonaggio molesto presentata dai 5 Stelle e sul “Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace ed i diritti umani” presentata dal gruppo di maggioranza. Ma non solo.

Sulla questione del “Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani” c’è stata poi la “battuta” del consigliere Vincenzo Iafrate di “Per Guastalla” che ha ritenuto “normale” la timbratura di numeri sulle braccia degli immigrati che sbarcavano in Sicilia per indirizzarli nelle varie destinazioni, subito stigmatizzata da Paolo Dallasta, capogruppo di “Guastalla Bene Comune”: «Spiace e lascia amareggiati che, in un clima propositivo e di dialogo, Iafrate abbia paragonato i numeri scritti sulle braccia dei migranti in fuga, che rievocano deportazioni che non vorremmo mai più vedere, ai timbri che vengono fatti a chi va in discoteca».

E Iafrate ha replicato: «Non sottoscrivo questo documento in quanto lo trovo scontato, retorico, demagogico e populista. Ritengo che un problema complesso come quello dell’immigrazione non possa essere trattato a senso unico con un solo filo rosso conduttore. In questo atto si ignora completamente il lato dei doveri ai quali devono attenersi coloro che giungono qui». (m.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google