Nuovi contributi Ue per le piccole aziende agricole
REGGIO EMILIA. La Politica Agricola Comunitaria (Pac), mette a disposizione degli agricoltori fondi europei per favorire e sostenere attività agrarie volte a garantire ai consumatori la costante...
REGGIO EMILIA. La Politica Agricola Comunitaria (Pac), mette a disposizione degli agricoltori fondi europei per favorire e sostenere attività agrarie volte a garantire ai consumatori la costante disponibilità di prodotti alimentari sicuri ed a prezzi accessibili. La nuova Pac, quella che ci accompagnerà fino al 2020, presenta molti elementi di complessità e per gli agricoltori si prospettano anche gravosi oneri burocratici-amministrativi. In questo complesso meccanismo però è stato previsto un particolare regime di aiuto per i piccoli produttori che interesserà il 10% dei fondi complessivamente riservati all’Italia. Una opportunità interessante per tutte le aziende che percepiranno dall’Unione europea fondi fino ad un valore massimo di 1.250 euro l’anno. «Le domande – spiega Antonio Senza responsabile del settore tecnico della Cia di Reggio – devono essere presentate entri il 15 ottobre e non saranno possibili ingressi successivi nel corso dei prossimi anni».
Una opportunità che interesserà molte aziende ?
«In Italia – prosegue Senza – sono circa 750.000 le domande Pac presentate e i due terzi di queste hanno potenzialmente diritto a passare nel regime semplificato. Ciò significa che il 66% dei produttori italiani potrebbe beneficiarne».
A Reggio invece ?
«A Reggio su 6.500 domande solo 1.300 percepiscono cifre inferiori alla soglia prevista per il regime semplificato, vale a dire il 20% rispetto al 66% nazionale».
Ma oltre a questo 20% anche altri possono richiedere il regime agevolato ?
«Non è da escludere che alcune aziende che hanno diritto ad importi leggermente superiori al tetto massimo possano essere interessate a rinunciare a parte del beneficio sottoscrivendo un contributo di 1.250 euro in cambio della semplificazione».
Semplificazione che consiste in ?
«Esenzione dall’ormai famoso greening, il pagamento ecologico che disciplina una serie di aspetti agronomici molto tecnici, domande più semplificate e per questo meno onerose ed anche una semplificazione sui controlli».
Esistono dei limiti per chi aderisce a questo regime ?
«Il primo limite sta nella modesta disponibilità di risorse nazionali che sarà del solo 10% dei fonti totali assegnati il che significa poco più del 46% degli aventi diritto potranno vedere accolte le loro richieste. Oltre a questo l’adesione al regime semplificato vincola l’azienda a non variare la sua superficie per 5 anni».
Uno stimolo alle aziende a restare piccole ?
«Un sistema che rischia di ingessare lo sviluppo delle aziende che, pur mettendo a loro disposizione una scappatoia che è l’uscita anticipata da questo regime senza possibilità di ritorno, favorirà una staticità nella loro crescita ed ampliamento».
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