Unieco: Casoli in pensione, gli oppositori salgono al vertice
Oggi l’assemblea per il nuovo cda: dopo oltre 30 anni il presidente lascia il timone. In lista 30 candidati per 16 posti: si andrà alla conta. Tra i favoriti c’è Cinzia Viani
REGGIO EMILIA Mauro Casoli è pronto a uscire di scena e scendere una volta per tutte dal settimo piano del palazzo di via Ruini. Quello che, durante l’ultima infuocata assemblea di Unieco, i suoi oppositori avevano bollato come la «torre d’avorio» che lo teneva distante dalla realtà e dai problemi patiti dalla base della coop. Il presidentissimo di Unieco lascia oggi la carica più ambita e va in pensione dopo 38 anni di carriera durante i quali ha vestito i panni di dirigente e, per circa due decadi, di plenipontenziario a capo della società di costruzioni che vuole ora cambiare fisionomia per superare una volte per tutte la crisi.
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Una decisione, la sua, già nell’aria da tempo. Ma compiere il passo fatidico non sarà certo facile per Casoli. Il rapporto con la base sociale e i vertici della sua stessa coop sono in parte deteriorati, sancendo la necessità di giungere a una nuova consultazione interna, che verrà celebrata oggi alle 15 durante l’assemblea che disegnerà la nuova geografia del potere all’interno della cooperativa.
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Le correnti che si sono affermate in questi mesi in netta opposizione a Casoli - e al suo ultimo tentativo di salvare anche Coopsette tramite un piano di aggregazione tra le due coop poi naufragato - sono proliferate sia tra i soci lavoratori sia nel cda presieduto proprio da Casoli. Ad essere in pole position per sostituire il presidente c’è ora la candidatura di Cinzia Viani, dirigente di Unieco ed esperta amministrativa già in cda in passato, che all’ultima assemblea aveva messo in fila tutte le crepe della gestione Casoli facendole sembrare un dirupo dal quale prendere le distanze per il bene della coop che ha chiuso il 2014 con una perdita di 87 milioni dopo i 58 milioni del 2013.
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La cronaca delle ultime ore, però, racconta di un improvviso cambiamento nelle strategie, con altri nomi prima in secondo piano che potrebbero coagularsi e tentare di prendere il sopravvento rispetto alla figura di Viani.
Gli scranni liberi nel nuovo cda sono 16. I candidati pronti a contendersi i posti sarebbero una trentina e tra questi non c’è il nome di Casoli, che ha chiamato a se la stampa reggiana alle ore 11 di questa mattina, precedendo quindi l’assemblea. Con il conforto dei vertici di Legacoop dovrebbe quindi annunciare il suo passo indietro, dando il via libera ufficiale di lì a poche ore al voto. L’assemblea dovrebbe essere distesa ma per sapere il risultato bisognerà attendere lo spoglio fino all’ultima scheda.
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Nulla sembra essere quindi scontato al momento tranne le quote. In cda ci sono 9 posti per i soci lavoratori (e ben 18 candidati), 1 posto per il settore ferroviario, 1 per l’Ambiente, 1 per i laterizi, 1 per i pensionati e i soci sovventori e tre per gli indipendenti.
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