«Cervarezza non discrimina nessuno»
BUSANA. «Cervarezza non è un paese che discrimina, ci sono tante testimonianze che lo dimostrano. Mi dispiace per quanto è successo ad Asia, ma non si può far apparire il nostro un paese di omofobi»....
BUSANA. «Cervarezza non è un paese che discrimina, ci sono tante testimonianze che lo dimostrano. Mi dispiace per quanto è successo ad Asia, ma non si può far apparire il nostro un paese di omofobi». Dopo l’episodio della trans Asia Parolini, alcuni giorni fa allontanata da un bar perché il barista le aveva spiegato di non volere problemi, interviene Thomas Guglielmi, titolare del Bar Italia a Cervarezza, che non è il barista protagonista della discussione con Asia. «Asia – spiega – è una nostra cliente e viene spesso a bere il caffè da noi. Non sono stato presente all’episodio per cui non so come siano andate le cose. Quello che voglio dire, però, è che non è giusto far passare Cervarezza come un paese che discrimina. Personalmente ho diversi amici omosessuali, che vivono in questa comunità senza alcun problema o discriminazione. In più, Cervarezza si è sempre dimostrata molto aperta anche sulle differenze di razza: qui convivono più di dieci etnie e la gente del paese si è sempre prodigata per dare una mano a chi ha avuto bisogno». Rispondendo ad una domanda in merito, Guglielmi non nega che in passato Asia sia stata oggetto di alcuni brutti tiri, come quando le lanciarono sassi e uova contro la casa. «Però erano ragazzini giovanissimi, e a quella età è facile prendersela contro chi è particolare, originale e magari anche un po’ suscettibile. Sono stati episodi spiacevoli ma che non identificano una intera comunità. Personalmente non ho mai assistito a maltrattamenti o discriminazioni verso Asia. Poi a volte ci può stare che discuta con qualcuno senza che questo debba essere per forza ricondotto all’omofobia. Qui da noi viene spesso e può venire quando vuole senza alcun problema».
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