Deposito Tper, cipressi al posto di 3 treni
Ma i residenti non sono soddisfatti: «Aperti al dialogo, ma vogliamo risolvere il problema alla radice»
REGGIO EMILIA. La promessa di allontanare tre treni su quindici e di piantare come barriera una siepe di cipressi Leylandi non basta a placare i dirimpettai del deposito ex-Act di via Talami, che ne vorrebbero il trasferimento in una zona non residenziale. La loro protesta per il rumore e i gas di scarico continua con la stessa determinazione dopo l'incontro di martedì mattina con i rappresentanti del Comune, dell'Arpa e delle aziende del trasporto ferroviario. «Aspettiamo - riferisce Raffaella Pellini, portavoce del comitato di Santa Croce - di avere in mano il verbale della riunione e la relazione tecnica sul monitoraggio dell'inquinamento per dare la massima pubblicità alla nostra denuncia e alla richiesta di risolvere il problema alla radice. Siamo disposti al dialogo, ma vogliamo vedere i fatti. Intanto abbiamo segnalato la questione al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti che ci ha assicurato il suo interessamento». Nel deposito officina, attiguo alla stazione di Santa Croce, vengono parcheggiati i vecchi convogli delle tre linee delle ex-Ferrovie Reggiane, ora gestite da Tper, compresi quelli diretti allo scalo di Dinazzano. Ogni mattina, ad iniziare dalle cinque, i motori Diesel vengono accesi e scaldati per un po' prima della partenza, con frastuono e grossi scarichi inquinanti. Ne subiscono le conseguenze coloro che abitano su entrambi i lati dei binari. Sul lato Est sono interessate le vie Talami e Veneri, dove si trova anche una scuola, sul lato Ovest le vie Cefalonia, Argonne e Vigarani. La scorsa primavera destò allarme una densa nuvola di fumo, che stazionò a lungo nelle vicinanze. Intervenne l'Arpa e Tper si scusò dicendo che era stata accesa per errore una sorta di candelotto fumogeno. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. I cittadini pretesero controlli approfonditi sulla situazione ambientale in vista di un intervento risolutore. Il monitoraggio, effettuato dal 23 maggio al 23 giugno, accertò che si verificavano ogni giorno tre o quattro picchi altissimi di emissioni inquinanti quasi oltre la scala di misurazione, soprattutto di monossido e biossido d'azoto, ma solo durante l'accensione dei motori. I tecnici hanno sottolineato che il disagio diminuirebbe se fossero sostituiti i molti treni vetusti, risalenti anche agli anni Sessanta.
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