Due bande ai ferri corti affari sporchi in gioco
REGGIO EMILIA. Per gli otto nigeriani finiti nei guai per la maxi rissa del 6 settembre il percorso giudiziario sembra decisamente instradato. Ieri il giudice Alessandra Cardarelli ha accordato un...
REGGIO EMILIA. Per gli otto nigeriani finiti nei guai per la maxi rissa del 6 settembre il percorso giudiziario sembra decisamente instradato. Ieri il giudice Alessandra Cardarelli ha accordato un rinvio dell’udienza di due settimane, in quanto si profila per gli imputati la via dei patteggiamenti (ancora tutti da “concordare” però con il pm Valentina Salvi, titolare del fascicolo) o perlomeno dei riti alternativi. I filmati raccolti dalla polizia parlerebbero chiaro, quindi l’unica strategia difensiva sembra essere quella di “rifugiarsi” dietro allo sconto di pena di un terzo previsto dalla legge proprio con i riti alternativi.
Comunque i fari degli inquirenti sono ora rivolti maggiormente su quanto ancora non è emerso di questa vicenda che ha visto contrapposte due fazioni di nigeriani, con circa una trentina di persone scese in campo in quella guerriglia urbana domenicale che ha terrorizzato una bella fetta della città.
Troppa gente con gli occhi iniettati di sangue e con addosso una ferocia non comune per credere che si sia mobilitata per una giovane connazionale maltrattata dal fidanzato. Nell’udienza di convalida degli arresti era uscita questa motivazione per tanta violenza, ma con il passare dei giorni le indagini della polizia hanno “virato” decisamente come ha rivelato martedì il questore Isabella Fusiello: «Stiamo indagando su un altro movente».
E da quanto “trapela” si starebbero cercando non solo gli altri “protagonisti” della caccia all’uomo che si scatenò quasi un mese fa nella zona della stazione, ma soprattutto gli sforzi sono concentrati sul perché certi equilibri si siano incrinati a tal punto da scatenare aggressioni e botte da orbi in un maxi regolamento di conti. Qual’è la motivazione che ha spinto una parte della comunità nigeriana ad entrare in una fase così pericolosamente elettrica? Quali affari loschi hanno innescato “appetiti” così forti da mandare all’assalto due bande contrapposte davvero disposte a tutto? E che si tratti di sporchi interessi in gioco sarebbe non solo un’ipotesi investigativa, in quanto qualche riscontro sarebbe già arrivato.
Negli anni il nucleo nigeriano a Reggio si è andato consolidando e le cronache si sono spesso occupate di attività illecite specificatamente riferibili a questa specifica criminalità africana: traffico di stupefacenti (in special modo cocaina), sfruttamento della prostituzione (con donne trovate in vere e proprie condizioni di schiavitù) con sgradevoli casi anche di baby “lucciole”.
E’ in questi filoni d’illeciti che si colloca la maxi rissa fra nigeriani di quasi un mese fa?
Per il controllo del territorio o di certe entrate illegali si è rischiato il 6 settembre che ci scappasse il morto, con grossi rischi anche per chi casualmente si è ritrovato in quel campo di battaglia.
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