Due padri missionari sacerdoti da 50 anni
SAN MARTINO IN RIO. Domenica, in coincidenza con le celebrazioni di San Francesco, nel convento ci sarà una grande festa. Due dei nove frati celebrano infatti i 50 anni di sacerdozio. Si tratta di...
SAN MARTINO IN RIO. Domenica, in coincidenza con le celebrazioni di San Francesco, nel convento ci sarà una grande festa. Due dei nove frati celebrano infatti i 50 anni di sacerdozio. Si tratta di padre Damiano Bonori e di padre Giancarlo Anceschi, che hanno trovato qui la nuova dimora dopo tanti anni di intensa attività missionaria. Dopo l’ordinazione a Saltino, nel modenese, avvenuta il 15 agosto 1965 sono infatti partiti nel 1966 per aprire nuove missioni nel continente africano.
«Eravamo giovani e pieni di energia – racconta padre Damiano – e con le loro storie i missionari rientrati dal Brasile ci riempivano di entusiasmo. Partimmo in 16 verso il Centrafrica ma senza sapere cosa ci aspettava. In quegli anni era ancora diffuso il cannibalismo e fummo subito costretti a restare nella capitale o nei centri maggiori. Potevamo spingerci nella savana solo di giorno. C’era chi insegnava religione nelle scuole statali, chi seguiva la catechesi, chi visitava le famiglie di tutte le 13 razze che abitavano in quel Paese».
E’ lì che egli ebbe la certezza che la chiamata del Signore è diretta a tutti gli uomini, al di là di ogni schema o razza.
«Ricordo – spiega –- che un capo villaggio, rispettato e temuto da tutti, dopo aver conosciuto e frequentato i frati per lunghi anni volle a tutti i costi diventare cristiano decidendo, per poter ricevere il battesimo cattolico, di rinunciare a 19 delle sue 20 mogli».
Ma è solo un esempio di ciò che i due religiosi hanno fatto in una terra che ora purtroppo è devastata dalla guerra. Nel villaggio di Gofò in cui risiedevano, tutto è andato distrutto, dalla scuola al dispensario delle medicine, dalla falegnameria alle case dei catechisti e delle loro famiglie. Proprio in questi giorni a Batangafo, la fazione dei ribelli Selecta ha occupato il liceo impedendo le lezioni e nella capitale Bangui vi sono continuamente incendi di case e scontri armati che provocano decine di vittime imponendo il coprifuoco e la paralisi di ogni attività.
Ora laggiù restano solo i cappuccini Antonio Traini (medico) e Antonio Serventini che assistono il clero nelle cui mani è affidato il futuro di quattro milioni di persone di una chiesa che forma una unica provincia con quella del Ciad. Per i due padri reggiani, domenica sarà dunque un giorno di ricordi ma anche l’occasione di un affettuoso incontro con fedeli e confratelli. Per le 19 è fissata una solenne concelebrazione seguita da un rinfresco. (l.v.)
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