Gazzetta di Reggio

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La rotonda dei bimbi per i 70 anni dell’asilo Don Primo Carretti

di Massimo Sesena
La rotonda dei bimbi per i 70 anni dell’asilo Don Primo Carretti

Reggio Emilia, in via Einstein la festa della scuola materna in estate al via i lavori di ristrutturazione della struttura

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REGGIO EMILIA. Un albero che ancora deve crescere, piantato in mezzo a una rotonda e “protetto” da installazioni colorate che simboleggiano tanti bambini, anche loro alle prese con la sfida della vita. E’ con questa rotatoria fatta dai bambini che la scuola dell’infanzia parrocchiale “Don Primo Carretti” vuole festeggiare - assieme a tutta la città - i suoi primi 70 anni di vita nel quartiere del Villaggio Stranieri.

Un gesto simbolico - quella di abbellire una rotonda in mezzo a via Einstein, a pochi metri dalla chiesa di Sant’Alberto - che secondo il parroco don Pietro Adani, è portatore di un preciso messaggio alla città al quartiere: «Noi - dice - ci siamo da 70 anni e forniamo un servizio che è tra i più importanti per la comunità, ma non solo: siamo parte, vogliamo essere parte di questa comunità». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12197766:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12197766:1649480632/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L'installazione è nata grazie ad un' idea dei bambini che hanno voluto creare una casa, un rifugio per l'albero al centro della rotonda. L'idea di protezione e salvaguardia dell'ambiente si sposa con il messaggio cristiano del "Cantico delle Creature" attraverso il quale San Francesco sottolinea una visione della vita e della natura positiva e grandiosa in cui il rapporto tra uomo e creato è di fratellanza e amore.

«La messa in posa dell'istallazione e il riassetto del parco della scuola - spiegano le insegnanti - è stato fatto grazie al lavoro di un nonno volontario e di alcuni papà che hanno dato la loro disponibilità a lavorare per la scuola con un vero e sincero senso di servizio e amicizia profonda. Senza l'aiuto e la partecipazione attiva delle famiglie tante delle proposte fatte dalle insegnanti non sarebbero state realizzate. A loro e a chi ha camminato insieme al personale della scuola va il nostro grazie».

Invero, la festa di domani vuol essere anche un punto di ri-partenza per la struttura voluta da proprio da don Primo, parroco di Ospizio nel 1945 e poi fatta crescere dall’amore di don Eleuterio Agostino, parroco emerito di Sant’Alberto. Da tempo la palazzina che ospita le quattro sezioni necessita di lavori di ristrutturazione. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12197765:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12197765:1649480632/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Da anni - spiega don Pietro - abbiamo pronto un progetto di ristrutturazione e ampliamento, un progetto che è fermo per questioni di ordinaria burocrazia, Nel frattempo anche per via del calo demografico, abbiamo per il momento accantonato il progetto di ampliamento. Nella prossima estate restaureremo l’edificio che ha bisogno di un restyling soprattutto per quel che riguarda il tetto grazie a un contributo che arriverà dal Comune, pari a circa 200mila euro ».

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