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Paese più sicuro e unito con gli “assistenti civici”

Paese più sicuro e unito con gli “assistenti civici”

Montecchio, presentato il progetto sulle attività di presidio e controllo delle vie in collaborazione con le forze dell’ordine. Primi risultati positivi del comitato

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MONTECCHIO. Da quando si sono costituiti hanno contribuito a ritrovare un furgone rubato e sventato due furti in abitazione dando l’allarme alle forze dell’ordine. Ma soprattutto stanno contribuendo alla prevenzione dei reati grazie a una presenza attiva nel territorio dove vivono.

Un ruolo di presidio e di collaborazione con le autorità che mercoledì sera è stato pubblicamente riconosciuto al comitato “Montecchio Emilia sicura”, nel corso della serata che si è tenuta nella Sala della Rocca del castello per parlare di sicurezza.

L’incontro, al quale hanno partecipato circa 100 persone, è stato indetto per presentare il progetto degli “assistenti civici”, promosso dall’Unione Comuni della Val d’Enza.

All’evento hanno partecipato il capitano Giuseppe Nardò, comandante della Compagnia dei carabinieri di Reggio, Cristina Caggiati, comandante della polizia municipale dell’Unione e il sindaco Paolo Colli. Il comandante dei carabinieri del paese, Carlo Chiuri, ha ringraziato, così come ha fatto la comandante Caggiati, i cittadini del comitato per quello che stanno facendo.

«Siamo stati definiti i loro occhi sul territorio – dice Valeria Ziveri del comitato – All’inizio forse eravamo visti con un po’ di diffidenza, nel senso che tutti volevano capire chi fossimo. Magari qualcuno temeva che volessimo fare delle ronde. Niente di tutto questo. Siamo solo cittadini che tengono gli occhi aperti, si guardano intorno, parlano tra di loro e nel caso segnalano alle forze dell’ordine. Non andiamo mai oltre questo, come ci è stato chiesto di continuare a fare anche all’incontro nella Sala della Rocca».

Il comitato, che ha una pagina Facebook e si tiene in contatto tramite Whatsapp, è stato invitato a parlare nella serata dove si è parlato del ruolo che i cittadini possono avere nel campo della sicurezza. Nei Comuni della val d’Enza sta per partire il progetto degli “assistenti civici”, cittadini appartenenti ad associazioni di volontariato o anche singoli che dovranno collaborare con la polizia municipale. Esattamente quello che fanno già quelli del comitato.

Il progetto prevede però un ulteriore passo avanti, in quanto i “civici” saranno dotati di patentino e tessera di riconoscimento, ottenuti dopo un corso e un esame e la nomina per decreto dell’autorità amministrativa. Il loro ruolo non sarà ovviamente sanzionatorio o repressivo, ma sarà finalizzato a promuovere «la convivenza e il rispetto della legalità, la mediazione dei conflitti e il dialogo tra le persone, l’integrazione e l’inclusione sociale». A ben vedere queste iniziative non sono altro che il recupero di quel senso di comunità che ha sempre contraddistinto i paesi, quando ci si conosceva tutti e in generale c’era meno l’abitudine di delegare ad altri la soluzione di tutti i problemi. (j.d.p.)

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