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Spaccio, per due fratelli le condanne più dure

Spaccio, per due fratelli le condanne più dure

Vezzano: oltre 4 anni di reclusione ai Sellami, considerati i grossisti della cocaina. Raffica di patteggiamenti da insospettabili: falegnami, meccanici, odontotecnici

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VEZZANO SUL CROSTOLO. Le condanne di ieri in tribunale a Reggio hanno, in pratica, confermato quanto ricostruito alla fine dell’anno scorso dalle indagini dei carabinieri coordinati dal pm Giacomo Forte, cioè che con quel blitz erano riusciti a smantellare lo spaccio al minuto nella zona collinare, con Vezzano come piazza-chiave dei traffici, soprattutto di cocaina anche se non mancano hascisc e marijuana.

Giudicati con rito abbreviato, per i due fratelli tunisini Khaled e Ziad Sellami (rispettivamente di 30 e 25 anni, residenti a Vezzano) il gup Angela Baraldi ha accolto le richieste di condanna della procura: 4 anni ed 8 mesi di reclusione per il più vecchio, quattro mesi in meno di carcere per l’altro. Il difensore – l’avvocatessa Antonella Corrente – aveva chiesto l’assoluzione. I due fratelli sono agli arresti domiciliari. Nella descrizione dell’operazione “Odissea”, i carabinieri avevano indicato i due fratelli nordafricani come i “pezzi grossi” dello spaccio vezzanese, in quello che veniva identificato come il livello superiore dello spaccio. Un “grossista” è stato valutato dai carabinieri anche il falegname 49enne Luca Capello: ha patteggiato, tramite l’avvocato Michele Gatti, 2 anni di reclusione (pena sospesa). A seguire altri quattro patteggiamenti, relativo al secondo livello di quest’attività di spaccio. Si tratta spesso e volentieri di autentici insospettabili. I 44enni Stefano Ferrari e Roberto Mercati (assistiti dall’avvocato Helmut Bartolini) hanno patteggiato rispettivamente 2 anni e 1 anno e 2 mesi (per entrambi la pena è sospesa). L’odontotecnico 31enne Giambattista Morelli (di Quattro Castella, difeso dal legale Romano Corsi) ha “concordato” 2 anni di reclusione (pena sospesa), mentre il meccanico 48enne Fabrizio Ielli (tutelato dall’avvocato Matteo Marchesini) ha patteggiato 1 anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa).

Attraverso una classica attività di indagine – fatta di pedinamenti, incrocio dei tabulati telefonici e testimonianze – che i carabinieri erano riusciti a ricostruire una rete di relazioni e a identificare i due livelli di spaccio. «Lo spaccio avveniva nei bar e nelle sale giochi di Vezzano: locali dove è da ritenersi che i gestori non fossero a conoscenza di quanto avvenisse tra i clienti – avevano spiegato i carabinieri nel dicembre 2014 – Le dosi di cocaina che all'ingrosso potevano costare 20/30 euro quando acquistate dai fratelli Sellami, venivano poi rivendute a prezzi molto più alti dai broker ai clienti della piazza di Vezzano, arrivando in qualche caso anche fino a 100 euro al grammo».

Complessivamente, nell’arco di sei anni, almeno 2.700 cessioni, per un valore sui 150mila euro e con decine e decine di clienti, tutti maggiorenni.

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