«Sullo smog ancora troppe esenzioni»
Luca Torreggiani dell’Arpa commenta il nuovo piano regionale: «Bene l’innalzamento delle restrizioni per i motori diesel»
REGGIO EMILIA. Ieri è entrato in vigore il Pair 2020, il Piano aria integrato adottato dalla Regione e recepito per intero dal Comune di Reggio Emilia, che sarà attivo fino al 31 marzo 2016. Oltre alla cancellazione del blocco del traffico il giovedì, la principale novità è l'innalzamento delle restrizioni ai veicoli a benzina fino all'Euro1 e ai diesel fino all'Euro3, che non possono circolare dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30.
«Un passo importante - commenta Luca Torreggiani, tecnico dell'Arpa provinciale - è positivo differenziare un motore a benzina da uno diesel perché quest'ultimo inquina molto di più. A livelli di ossido di azoto un'auto a benzina Euro1 inquina come un diesel Euro3». A sua volta inoltre non c'è stato nel tempo un significativo miglioramento nei motori diesel, tanto che un Euro3 in effetti inquina come i vecchi Euro1 o 2.
«Con queste norme quindi si penalizza di fatto il diesel - continua Torreggiani - ed è giusto che sia così. Sono però esenti almeno per quest'anno i veicoli commerciali diesel, per i quali resta valido il blocco dell'anno scorso fino all'Euro2». Con il nuovo piano si pone anche l'attenzione sugli ossidi di azoto emessi dai veicoli, che non sono le cosiddette polveri sottili (Pm10) ma dal punto di vista degli effetti sulla salute sono ugualmente dannosi. «La differenza - spiega il tecnico Arpa - è che gli ossidi irritano le vie respiratorie e possono avere effetti acuti e cronici, mentre le Pm10 essendo un solido contengono al loro interno anche delle sostanze che sono cancerogene».
Gli ossidi, tuttavia, sono prodotti in quantità molto maggiore rispetto alle polveri: «Il rapporto è circa di uno a dieci. Basti pensare che all'uscita dalla marmitta un Euro2 diesel per fare un km produce 80/90 mg di Pm10 e 700 mg di ossido di azoto. E gli ossidi in atmosfera possono originare a loro volta delle polveri sottili». Tuttavia il Pair 2020, così come i regolamenti degli anni scorsi, ha i suoi limiti. Primo fra tutti il fatto che riguarda una scarsa porzione di territorio provinciale: «Si applica infatti solo ai comuni capoluogo e a quelli superiori ai 50mila abitanti. Che nella nostra provincia vuol dire solo Reggio Emilia. In più vale solo sull'area urbana, e da questa vanno esclusi i corridoi di attraversamento e tutte le categorie esenti come le vetture con almeno tre persone a bordo o le persone con un Isee così basso da non potersi permettere un'altra macchina». Nonostante questo però «il commento tecnico sulla nostra città è positivo - conclude Torreggiani - è tanti anni che il livello di inquinamento dell'aria sta calando, soprattutto quello di fondo che respirano le persone. Il 2015 probabilmente segnerà un'inversione di tendenza è sarà peggiore rispetto all'anno scorso ma si tratta di un fenomeno assolutamente normale. Non dobbiamo inoltre dimenticarci che la situazione è critica a prescindere: la pianura padana è uno dei quattro luoghi più inquinati d'Europa, dove lo smog tende a ristagnare per lungo tempo».
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