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Scritta nazifascista su un muro contro l’Arcigay

di Adriano Arati
Scritta nazifascista su un muro contro l’Arcigay

Casalgrande: sulla parete di una cabina dell’Enel compare la sigla “Sx 88”. L’allarme del sindaco Vaccari: «Ignoranza e stupidità generano questi risultati»

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CASALGRANDE. Nazismo e omofobia, tutto in poche parole. «Non la solita scritta di qualche cretino, ma parole scritte da qualcuno che sa quello che sta facendo, e questo è l’aspetto più pericoloso». Pochi giorni fa è stata trovata una scritta “SX 88 all’Arcigay merde!” su una delle cabine Enel nel centro di Casalgrande, a poca distanza dal centro commerciale che ospita il Conad.

Una scoperta che, segnalata all’amministrazione comunale e poi ai carabinieri, ha lasciato un retrogusto molto amaro, perché non è la classica ragazzata, qualche simbolo e qualche offesa mischiate insieme senza consapevolezza.

«La sigla della prima riga è una forma criptica per inneggiare al nazifascismo, come mi è stato confermato da fonti investigative», sottolinea anche il sindaco casalgrandese Alberto Vaccari. “SX” dovrebbe essere un richiamo “in codice” alla Decima Mas, l’unità speciale fascista mitizzata da molti nostalgici. “88” sta invece per “Heil Hitler”, il saluto al Furher; la “h” è l’ottava lettera dell’alfabeto, e scrivere “88” è un metodo molto utilizzato dai neonazisti per omaggiare Hitler, come decine di persone con questo tatuaggio confermano. La parte inferiore, con le offese ad Arcigay, non ha bisogno di molte spiegazioni: «decisamente è meno criptica l’ultima riga, che dimostra la testa dell’autore», continua sempre Vaccari.

Arcigay è una delle realtà omosessuali più attive, e proprio per questo finisce per diventare un bersaglio per omofobi e intolleranti assortiti, che spesso aggiungono poi un condimento ideologico a base di nazismo e fascismo. «Quindi qui in zona c’è qualche genio di provincia che si sente più grande e importante scrivendo sui muri, e apparentemente è anche ben inserito in movimenti omofobi, neofascisti e nostalgici. Ignoranza e stupidità, uniti in un’unica mente, generano questi risultati», commenta secco Vaccari.

La scritta verrà fatta cancellare dall’amministrazione, e partiranno presto anche delle indagini formali, visto che Arcigay ha deciso di sporgere denuncia contro ignoti. Non è la prima volta che nel territorio ceramico sbucano scritte razziste o con richiami nazisti, anche se solitamente ci si ferma a qualche svastica, neppure sempre disegnata nella direzione giusta (il simbolo indiano della svastica può essere rappresentato sia in senso orario che antiorario). In questo caso, invece, sembra esserci più “coscienza politica”, per così dire, con al centro un’associazione, Arcigay, di recente nelle cronache per le tante polemiche sulle questioni di genere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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