La fontana davanti al Valli: un pozzo senza fondo che “frega” il Comune
Reggio Emilia: dopo gli altri guasti, non sono riusciti gli ultimi tentativi di riavere i soldi dai privati
REGGIO EMILIA. I continui guasti della fontana del Valli, che in questi anni ha funzionato a singhiozzo, sono già costati molto ai contribuenti reggiani. Da quando l’opera è stata realizzata i malfunzionamenti sono stati la norma e puntualmente vengono eseguiti interventi per risolverli.
Fin dall’inizio sono emersi degli errori nella realizzazione della fontana per i quali il Comune ha speso oltre 100mila euro per porvi rimedio, senza riuscire a recuperarli perché le imprese costruttrici, la Icaf e la Sepsa, sono successivamente fallite, e così ogni tentativo di ottenere un risarcimento è stato vanificato. Il rifacimento della piazza, comprensivo della fontana, è costato complessivamente un milione e 250mila euro, di cui 950mila più Iva per opere in appalto.
I lavori se li aggiudicò per 851.825 euro la ditta Icaf, praticando un ribasso del 10,5%. Successivamente l’importo salì a quasi 900mila euro. Già alla fine del 2010 emersero dei seri problemi alla fontana, in particolare la mancanza d’acqua nella vasca di riciclo.
Il Comune allora avviò gli accertamenti del caso per capire l’origine del malfunzionamento ed emerse, come si legge in una determina dirigenziale del 2013, che alcuni dei pozzetti della fontana, «presentavano un distacco della soletta di posa sottostante, causato dal dissesto creatosi sotto l’area della fontana per problemi di natura edilizia e non impiantistica, con conseguente dispersione d’acqua lungo la soletta di posa e nel sottofondo, e con fenomeni di dilavamento ed erosione».
A quel punto si intervenne d’urgenza con 40mila euro, più Iva al 20%, per evitare che la situazione peggiorasse e il dissesto della fontana si ampliasse. Nel novembre 2011 il Comune denunciò il fatto a Icaf e Sepsa, chiedendo che pagassero i costi di riparazione.
Solo Sepsa rispondeva alla diffida del Comune asserendo che i dubbi erano già emersi durante l’esecuzione dei lavori e che a completamento il collaudo aveva dato esito positivo. Il Municipio stimò in ulteriori 60mila euro il costo degli interventi risolutivi e propose un accordo transattivo, che però Sepsa non sottoscrisse. Nel 2013 con una delibera dirigenziale il Comune decise quindi di ripristinare la funzionalità della fontana, stanziando i 60mila euro necessari.
Allo stesso tempo decise anche di procedere nei confronti delle due imprese che avevano vinto l’appalto ed eseguito l’opera. Successivamente le aziende sono però entrate in crisi e il Comune si è insinuato nel fallimento. Della vicenda si era persa traccia ed ora emerge che l’azione legale non ha portato a nulla a causa del fallimento delle imprese.
E così il conto aggiuntivo per la fontana delle polemiche è rimasto a carico dei reggiani. Dopo questa vicenda i problemi non sono finiti. L’ultimo guasto alla fontana si è verificato a fine agosto, quando gli zampilli si sono fermati per alcuni giorni ed è stato necessario un nuovo intervento di Iren, cui spetta la manutenzione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
