Acqua pubblica, Comitato in pressing sui sindaci reggiani
Dopo il pronunciamento della Camera del Lavoro di Reggio i referendari tornano a chiedere «un confronto pubblico»
REGGIO EMILIA. Dopo la presa di posizione della Cgil di Reggio Emilia, che aveva chiesto un tavolo di confronto pubblico per discutere la ripubblicizzazione dell’acqua, ora anche il Comitato acqua bene comune si schiera sullo stesso fronte. «Ci uniamo - si legge in un comunicato - alla richiesta di restituire trasparenza e partecipazione al confronto sul futuro dell'acqua nella nostra provincia».
Duro anche l’attacco verso la dirigenza democratica: «Dopo l'assurdo veto della segreteria del Pd al percorso di ripublicizzazione, mai discusso in sedi istituzionali e mai argomentato in maniera fondata, il dibattito è rimbalzato in alcuni Consigli comunali della provincia, senza alcun filo conduttore».
E gli esiti sono stati molto diversi: «Nonostante il dictat della Segreteria del Pd - continua il Comitato - diversi Consigli Comunali (Novellara, Albinea, Quattro Castella, Cavriago e Casalgrande), tutti governati da sindaci dello stesso partito, hanno deliberato che bisogna continuare sul percorso della ripubblicizzazione, perchè non vi sono motivi fondati per abbandonarlo».
Tuttavia «il Forum Provinciale per l'Acqua, sede naturale del confronto, da diversi mesi però non è più stato convocato. Perchè?Dalla stampa apprendiamo poi che "l'ultima assemblea dei Sindaci ha deciso di contattare il Prof. Caia per elaborare un documento sulla fattibilità di una nuova società mista e verificare se dal punto di vista giuridico ci possano essere soluzioni intermedie per l'affidamento in house". Quale assemblea dei Sindaci? Non ci risulta che il Consiglio Locale di Atersir (assemblea dei sindaci) si sia riunito recentemente».
Ecco dunque che sorgono delle domande circa il piano Caia: «Chi ha deciso questo mandato? Il Sindaco Vecchi? La segreteria del Pd? E quali sarebbero i tempi di questo mandato, visto che i tempi a disposizione ormai sono strettissimi? Sono stati necessari oltre 2 anni per studiare la fattibilità della ripublicizzazione (e una riunione di partito per smontarla) e dovrebbero bastare poco più di 2 mesi per approfondire e valutare (anche da parte dei consigli comunali) una proposta alternativa? Oggi più che mai "Si scrive Acqua, si legge Democrazia"».
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