«Contro l’amianto si deve coinvolgere anche il sindacato»
REGGIO EMILIA. Tra le eredità del convegno sull'amianto organizzato da Cgil e Afeva lo scorso aprile vi era quella di istituire un tavolo di coordinamento provinciale che affrontasse il problema...
REGGIO EMILIA. Tra le eredità del convegno sull'amianto organizzato da Cgil e Afeva lo scorso aprile vi era quella di istituire un tavolo di coordinamento provinciale che affrontasse il problema amianto nella sua complessità: mappatura, smaltimento, stoccaggio, sorveglianza sanitaria e tutela degli ex esposti e dei loro familiari. Ora, dopo che l'assemblea dei sindaci della Provincia di Reggio Emilia si è espressa positivamente sul Catasto immobiliare amianto, Cgil e Afeva tornano a chiedere al più presto la creazione del tavolo di coordinamento. «Il sindacato può contribuire al completamento e al controllo dello stato di conservazione di coperture in amianto presenti in notevole misura nei fabbricati produttivi - sottolinea Ciro Maiocchi, responsabile Cgil Dipartimento Salute e Sicurezza - in alcune occasioni, i lavoratori ci hanno anche segnalato smaltimenti non in sicurezza svolti da ditte che violano le norme più elementari». Questo dovrebbe consentire una concreta adozione di un sistema per rimuovere l'amianto in sicurezza, controllato in ogni quantità presente nel territorio. «Le leggi ci sono - continua Maiocchi - tuttavia occorre che le amministrazioni siano un punto di coordinamento, riferimento e controllo per evitare le discariche abusive spesso segnalate sui giornali». E in questo senso è «positivo per molti aspetti il progetto di Rubiera (Ciar): costi quasi nulli, sensibilizzazione della popolazione, applicazione di norme esistenti priorità di rimozione, e non per ultimo l'amianto rimosso, anche quello di piccole dimensioni, rimane agli atti nella storia mappata». Infine esiste anche una piattaforma unitaria presentata da Cgil, Cisl e Uil alla Regione, su cui partirà il confronto a breve e che costituirà un tassello del percorso per la definizione del secondo Piano regionale amianto. «Per tutti questi motivi - conclude Maiocchi - ribadiamo la necessità di attivazione del coordinamento e il nostro coinvolgimento».
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