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«Fusione, sindaci divisi»

«Fusione, sindaci divisi»

“Gattatico Bene Comune” denuncia la situazione di stallo e accusa la giunta

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GATTATICO. Il gruppo consiliare di “Gattatico Bene Comune” rinuncia a partecipare ai lavori della commissione e delle sub commissioni (pur continuando a farne parte) che si occupano della fusione tra i comuni di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine. Troppe sono le contraddizioni emerse nei consigli comunali e le diatribe interne al Pd e tra i tre sindaci, secondo i componenti del gruppo consiliare, che hanno l’effetto di «produrre incertezza e mancanza di ideali politici e istituzionali proprio nel difficile percorso di fusione».

Il documento che sancisce questo distacco è a firma di Davide Manco. «La situazione di stallo del processo partecipativo e la condotta ambigua da parte dell’amministrazione comunale di Gattatico – si legge nella nota – rendono inutile ogni nostro impegno al loro interno. Si tratta di una scelta non certo semplice e per questo motivo con grande senso di responsabilità abbiamo deciso di non presentare le dimissioni formali, ma ci sentiamo comunque in obbligo con i cittadini di essere chiari e trasparenti. La fusione poteva essere un’opportunità e così l’abbiamo voluta interpretare: ci siamo spesi fin dall’inizio per apportare al dibattito i contenuti che purtroppo non sono arrivati dallo studio di fattibilità. Abbiamo anche presentato un Odg per chiedere garanzie sul referendum popolare e per iniziare a parlare di progettazione comune del territorio: votato all’unanimità dal Consiglio, è stato poi rigettato da Giunta e maggioranza con l’adozione del cosiddetto “quadro conoscitivo”, utile solo a prendere tempo».

«Inoltre – prosegue il documento – nell’incontro-dibattito (pur doveroso ed assolutamente legittimo) con il “Comitato del No” nato a Gattatico, il sindaco ha ribadito numerose perplessità riguardanti il processo di fusione: oltre a non dissipare i dubbi sulla propria opinione definitiva, questo intervento ha squalificato il lavoro da noi precedentemente svolto nelle sedi istituzionali, anche in quelle da lui stesso presiedute. Vogliamo tuttavia invitare ancora una volta questa amministrazione ad assumersi le proprie responsabilità e a prendere una posizione pubblica, qualunque essa sia. Lo dobbiamo ai nostri cittadini che di questa fusione devono essere protagonisti e possibili beneficiari. E' nostro dovere guidarli ed informarli sulle scelte da intraprendere, a tutela del futuro di questa comunità e delle prossime generazioni».

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