«Il volontariato, la nostra arma in più»
L’assessore Montanari: «In un anno abbiamo ricevuto 450 segnalazioni da altrettanti cittadini»
REGGIO EMILIA. Non basta segnalare un guasto, una buca da chiudere, una lampadina bruciata da sostituire, una panchina da riparare, perché il Comune intervenga e metta a posto le cose.
«Il piano di manutenzione capillare nei quartieri a cui sono stati destinati per ora 130mila euro, ma c’è la disponibilità a trovare nuove risorse, non è e non va inteso come un progetto di pronto intervento, ma vuole stimolare la coprogettazione tra cittadini, comitati, associazioni, con l’ Amministrazione che mantiene il timone sugli interventi. L’obiettivo è quello di sottoscrivere accordi e patti con i cittadini», hanno ribadito anche ieri il sindaco Luca Vecchi e l’assessore Valeria Montanari. La spiegazione era necessaria per dare sostanza a un progetto che va oltre la cura della città, ma vuole stimolare la partecipazione e si propone di riempire quel vuoto che si è creato dopo la cancellazione delle circoscrizioni. Forse anche per questo ieri non è stato fatto un elenco dei microcantieri e dei tanti “lavoretti” che verranno realizzati e che si possono raggruppare per capitoli: cura del verde, segnaletica stradale e illuminazione pubblica, nei quattro quadranti in cui è stata suddivisa la città. Zone a loro volta ulteriormente segmentate in sedici ambiti territoriali, ovvero quartieri o frazioni legati da un’identità che supera le divisioni geografiche o toponomastiche. Quello su cui ha puntato sopratutto l’assessore Montanari è «l’aver ricevuto 450 segnalazioni da parte di altrettanti soggetti e il poter contare su una platea di 26mila volontari tra soci di cooperative sociali, delle associazioni di volontariato e delle società sportive dilettantistiche».
«Una ricchezza che poche città hanno», ha chiosato l’assessore, sottolineando «che gli incontri e le assemblee svolte hanno portato a un aumento della disponibilità a fare volontariato». Una potenziale disponibilità che si scontra con la possibilità concreta che queste persone hanno. Insomma possono tagliare un prato, ma non potare un albero o tantomeno intervenire per sostituire una lampadina bruciata. Quanto a progettare azioni integrate tra scuola, ambiente, animazione, socialità, cultura, che è più facile, la strada è più in discesa. Un primo sforzo in questa direzione sarà fatto oggi a Villa Sesso con l’obiettivo di sottoscrivere un accordo con i residenti, così come si cercherà di farlo a breve con quelli Rivalta-Canali, Cella-Cadè, Marmirolo-Masone. Il problema che resta sul tavolo è una volta effettuati i lavori di manutenzione se i volontari si faranno carico della loro manutenzione ordinaria, così come per la cura del verde pubblico. Con il comune che sta lavorando a un progetto sui parchi e i giochi dei bimbi, così come si sta studiando l’ipotesi di chiedere ai circoli sociali di occuparsi della manutenzione del verde pubblico. (r.f.)
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