«La zona stazione va presidiata di più»
Il super comitato chiede azioni concrete al Comune e alle forze dell’ordine. Critiche alle collocazioni dei profughi nell’area
REGGIO EMILIA. «La polizia municipale non può limitarsi a intervenire su segnalazione dei cittadini o a fare passaggi in zona stazione, ma deve intervenire in modo sistematico, di propria iniziativa, per far rispettare i regolamenti di polizia locale, contro l’abusivismo commerciale, i comportamenti incivili, le irregolarità abitative e il mancato rispetto delle ordinanze antialcol».
E’ una delle richieste principali tra quelle avanzate dal “super comitato” che si è presentato ieri all’hotel San Marco, un luogo simbolico perché si trova a pochi metri da dove è scoppiata lo scorso 6 settembre la rissa tra nigeriani e perché è una struttura moderna e confortevole, segno dunque della volontà di alcuni reggiani di resistere al degrado e investire per tentare un’inversione di rotta. A prendere la parola per tutti è stato Stefano Buffagni, in rappresentanza di Ascoltare Santa Croce, Comitato 4 Novembre, Comitato Reggio Est Sicura, Associazione Reggio Civitas e Associazione Via Filzi e Dintorni.
«La collaborazione con l’amministrazione comunale è buona, anche perché con quella precedente non esisteva. Ma ora chiediamo oltre al dialogo anche iniziative concrete, più incisive e più forti contro il degrado e l’insicurezza. Siamo d’accordo quando il sindaco dice di non aver ereditato Beverly Hills, ma poi bisogna agire di conseguenza».
La scelta di unirsi in una rete di comitati nasce «dalla volontà di avere un maggiore peso», come spiegato da Cecilia Simonazzi. I promotori di questa iniziativa riconoscono al Comune disponibilità all’ascolto e anche di aver adottato misure utili, come quella antialcol «che ha prodotto effetti positivi, anche se magari andrebbe estesa ad altre zone». Residenti e commercianti della zona stazione, così come di altri quartieri difficili, sentono il peso di anni di trascuratezza e chiedono maggiore considerazione.
Ad esempio, per quanto riguarda i profughi arrivati in città, i comitati invitano le cooperative sociali a una maggiore vigilanza nei confronti degli ospiti e a chi decide dove collocarli chiedono di «rispettare il contesto abitativo», cioè un modo elegante per dire che queste zone hanno già abbastanza situazioni complesse da gestire?
Le associazioni, che sottolineano «la bontà del lavoro svolto fino ad ora dal questore Isabella Fusiello», non chiedono solo più coordinamento tra le forze dell’ordine e un maggior presidio, ma anche «una manutenzione urbana costante fondata sulla conoscenza del territorio per contrastare il disordine urbano che richiama illeciti e comportamenti incivili».
Per Erminia Ferrari «esiste una grande incongruenza tra quello di cui ci vantiamo come reggiani e la situazione di certe zone. Chi arriva in stazione si chiede dove è capitato. Come si fa a parlare di integrazione quando esistono dei ghetti?».
Il sindaco Luca Vecchi, che giudica un fatto positivo la nascita della rete di comitati, ha rivendicato il lavoro svolto dalla sua amministrazione, a partire dagli investimenti per recuperare la zona delle ex Reggiane ed altri immobili vuoti a Santa Croce. Il primo cittadino, che ritiene che il coordinamento interforze stia funzionando, sottolinea come dall’inizio dell’anno 12 agenti, spalmati su vari turni, presidiano la zona della stazione, «dove non ci sono più i bivacchi di un tempo» e dove «si sta svolgendo un grande lavoro di controllo sulle residenze effettive».
Da quando a fine luglio le ordinanze antialcol sono state inserite nel regolamento comunale la polizia municipale ha elevato una cinquantina di sanzioni a cittadini che l’hanno violata e in un caso a un negozio che non ha rispettato il divieto di vendita in determinati orari.
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