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Sicurezza, polemiche al dibattito organizzato dal Pd

Sicurezza, polemiche al dibattito organizzato dal Pd

Vanna Iori minimizza (“percezione gonfiata dai giornali e da certi partiti”) e la platea di via Turri s’infuria

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REGGIO EMILIA. «C’è una diffusa percezione d’insicurezza, in parte provocata dalla paura del diverso. Bisogna chiedersi quanto la percezione d’insicurezza sia reale o gonfiata, ad esempio dai giornali e da certi partiti che su questa paura speculano per guadagnare qualche voto».

E’ uno dei passaggi dell’intervento della deputata Vanna Iori, all’incontro organizzato ieri dal Pd al Centro Simonazzi di via Turri, per parlare di risse e giustizia, che ha provocato accese reazioni nella platea. Alcuni cittadini dei comitati della zona stazione e di Santa Croce, hanno protestato e uno è sbottato dicendo: «Non si può sentire!».

A quel punto il segretario provinciale del Pd Andrea Costa ha invitato il pubblico ad ascoltare, promettendo poi spazio per gli interventi. Alcune persone hanno lasciato la sala, mentre altre hanno atteso per replicare, come Lucia Sangiorgi, che ha spiegato le motivazioni della sua reazione alle parole della Iori. «Sentire affermazioni del genere, “paura del diverso” o “percezione d’insicurezza”, mi fanno esplodere. Trovo queste definizioni offensive, soprattutto in questo quartiere, dove si lavora con la giunta, talvolta ci si scontra, per cercare di fare qualcosa. Io lavoro con gli stranieri, ai quali insegno la lingua italiana, ma le assicuro che abbiamo gravi problemi perché ci sono molte persone che non conoscono l’Italiano e di conseguenza nemmeno le nostre regole. Oppure, ancora peggio, qualcuno ha spiegato loro che possono fare come vogliono». Dopo l’interruzione Vanna Iori ha proseguito il suo discorso, puntando il dito nei confronti di un certo “giustizialismo emotivo e superficiale” che non aiuterebbe a risolvere i problemi. Sulla rissa la parlamentare ha ribadito che quell’episodio non può essere affrontato solo in termini di giustizia, ma anche di prevenzione ed educazione. Il sindaco Luca Vecchi nel suo intervento ha tenuto a marcare le distanze dai passaggi che hanno fatto arrabbiare una parte della platea. «Per me - ha esordito il primo cittadino - non c’è un problema di percezione, ma un problema di sicurezza, perché lo pongono i cittadini, ai quali non posso certo dire che sbagliano». Vecchi è poi tornato sulla rissa tra nigeriani, per ribadire che si è trattato di un fatto molto grave, sul quale sono in corso ulteriori accertamenti per capirne le vere ragioni che l’hanno scatenata. Il sindaco ha poi detto di condividere lo spaesamento dei cittadini di fronte alla immediata scarcerazione dei partecipanti ai quei fatti. «Sono per l’accoglienza e l’ho ribadito anche nel caso dei profughi. Ma se un nigeriano parte con un martello in auto da un’altra città e viene a Reggio per spaccare la testa a un altro nigeriano, io dico che quel nigeriano a Reggio non deve più starci». Il deputato del Pd Maino Marchi, che ha introdotto il tema della serata, ha detto che “non bisogna sottovalutare l’allarme sociale che certi reati provocano tra i cittadini e nei casi delle risse bisogna valutare l’espulsione degli stranieri coinvolti». Il parlamentare ha invitato a riflettere sull’eventualità di dover innalzare la pena per il reato di rissa, in modo da poter applicare le misure cautelari. Tra i relatori è intervenuto anche il presidente del tribunale Francesco Caruso, accompagnato dal giudice Cristina Beretti in platea. «Capisco che il cittadino che vede le persone scarcerate pensi che qualcosa non funziona» ha detto il magistrato, che poi ha spiegato il contesto nel quale negli ultimi mesi sono maturati alcuni provvedimenti legislativi, in particolare il pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha puntato il dito sul sistema carcerario italiano, per l’abuso della carcerazione preventiva e il sovraffollamento. L’incontro è stato chiuso dalla parlamentare Anna Rossomando, relatrice della legge sulla custodia cautelare. (j.d.p.)

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