Ex Montanari, le guardie: «Forse c’è sotto qualcosa»
LUZZARA. Ancora furti e saccheggi all’ex Montanari di Villarotta. Dopo aver praticato un buco nel portone di ingresso, i ladri sono entrati per sfilare grossi cavi di rame da centraline interne....
LUZZARA. Ancora furti e saccheggi all’ex Montanari di Villarotta. Dopo aver praticato un buco nel portone di ingresso, i ladri sono entrati per sfilare grossi cavi di rame da centraline interne.
Hanno provato anche a sfondare una vetrata di una finestra il cui cristallo, precipitando al suolo, si è frantumato, ma non sono riusciti ad entrare per un grosso macchinario appoggiato davanti ai finestroni. E pensare che i ladri sembravano aver abbandonato l’ex Montanari dopo l’ultimo raid dell’estate scorsa dove avevano lasciato scritte, una tuta bianca appesa al portone e un’ascia piantata in un pannello. I due dipendenti della ditta “Bernuzzi Giuseppe srl” di Gussola (Cremona) che quotidianamente sono impegnati nel capannone per smontare i macchinari – dato che ormai la linea di produzione che avrebbe dovuto entrare in funzione un anno fa non potrà più partire – hanno nuovamente avvisato il titolare cremonese di altri furti e saccheggi. Non solo, i due operai Giuseppe Massari e Murat Begzati hanno anche riferito di essere stati «aggrediti verbalmente più di una volta dal signor Armando Montanari» (ex titolare dell’azienda di Villarotta). «È una guerra – affermano gli operai della Bernuzzi –. Noi cerchiamo di proteggere il capannone, altri ce lo devastano. È come se qualcuno volesse che in questi capannoni non ci lavorasse più nessuno. E poi la burocrazia che cambia le carte in tavola a seconda dei momenti. E poi c’è sempre l’ex titolare che viene qui, gira con la sua Ferrari e tenta di provocarci. Una situazione assurda. E nessuno fa niente. Viene il dubbio che sotto sotto, in tutta questa storia, ci sia qualcosa di poco chiaro». (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google