In fila per lo street food made in Reggio
Oggi ai Chiostri di San Pietro si concludono le tre giornate del festival: cucina creativa, artigianato locale e workshop
REGGIO EMILIA. Street food, artigianato locale e decine di eventi organizzati. È il Food Immersion, il festival di cucina creativa ideato dall'associazione La Papilla Brilla, ospite dei suggestivi portici dei Chiostri di San Pietro. Tre giornate che si concludono oggi, in cui l'arte culinaria è l'occasione per incontrare e sperimentare stili diversi e nuovi approcci al mondo del cibo.
Alla sua quarta edizione, tema del festival di quest'anno è "In fermento": «Abbiamo selezionato - racconta Lucia Catellani, una delle cinque ragazze dell'associazione - produttori di alimenti fermentati, ovviamente in assonanza col tema. Chi ci viene a trovare potrà quindi degustare, i formaggi, l'aceto balsamico e non, il miele, la birra e molto altro». La maggioranza dei produttori, inoltre, vengono dal territorio reggiano: «Già lo scorso anno abbiamo cominciato a invitare qualche produttore locale, e ora molte aziende agricole o agriturismi sono reggiani, modenesi o parmigiani. Per partecipare ogni stand paga poi una quota, che serve a noi per finanziare lo stesso festival».
Oltre al cibo l'iniziativa offre anche la presenza di numerosi stand di artigianato locale, «che in origine avrebbero dovuto stare all'aperto. Ma abbiamo dovuto spostarli all'interno a causa del maltempo». Una delle novità principali è poi la cena su prenotazione, la "Sicret dinner", organizzata in collaborazione con la Congrega dei Liffi: qui i clienti potranno accomodarsi ai piani superiori del Chiostro e gustarsi il pasto comodamente seduti e al caldo.
Nei suoi quattro anni di vita il festival è cresciuto notevolmente e ora offre circa una quarantina di workshop, oltre alle presentazioni editoriali e agli spettacoli.
«Il primo anno - racconta Catellani - eravamo ospiti del Chiostro della Ghiara, molto più piccolo di questo. Ma da quando il Comune ci ha dato i permessi siamo in questa location, che ci offre decisamente più spazio». Fra le mostre organizzate quest'anno anche il "Kioke slow wood food", un percorso documentativo sul Kioke, una botte di tino che in Giappone rappresenta la cultura della fermentazione e che serve per preparare prodotti come la salsa di soia, l'aceto di riso o il sake. Presenti anche spazi e momenti dedicati ai più piccoli, e non a caso fra le colonne del Chiostro sono molte le famiglie che approfittano del festival per far godere ai loro figli un fine settimana goloso e alternativo. Oggi alle 18 ci sarà poi la proclamazione del vincitore del concorso "miglior aceto fatto in casa", in collaborazione con l'università di Modena e Reggio Emilia. Il Food immersion si chiuderà, infine, con lo spettacolo delle 21 "Parole note", un dj set a cura di Maurizio Rossato, Giancarlo Cattaneo e Mario De Santis di Radio Capital.
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