Gazzetta di Reggio

Reggio

a palazzo spalletti trivelli

Oltre 1.500 visitatori per i gioielli del Credem

di Roberto Fontanili
Oltre 1.500 visitatori per i gioielli del Credem

REGGIO EMILIA. Ripercorrere in un’oretta la storia di Reggio dal 179 a.c. a oggi, è un appuntamento a cui anche quest’anno molti reggiani non hanno voluto rinunciare. Fin dalle 9 davanti alla sede...

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REGGIO EMILIA. Ripercorrere in un’oretta la storia di Reggio dal 179 a.c. a oggi, è un appuntamento a cui anche quest’anno molti reggiani non hanno voluto rinunciare. Fin dalle 9 davanti alla sede centrale del Credem si è formata una lunga fila di persone che hanno colto l’occasione della 14esima edizione di “Invito a palazzo” voluta dall’Abi (Associazione bancaria italiana) per visitare le più belle sedi bancarie tra cui appunto quella del Credem. Un vero e proprio scrigno all’interno del quale i reggiani hanno potuto scoprire il sito archeologico presente al piano interrato di palazzo Spalletti Trivelli in via Emilia San Pietro, risalente all’epoca romana, per poi proseguire la visita ai piani superiore per ammirare i dipinti del Guercino e di Guido Reni o la pregevole raccolta di ceramiche e di arte orientale. La forte affluenza che a fine giornata ha ampiamente superato le 1.500 unità (in forte aumento rispetto alle passate edizioni) ha in qualche modo sorpreso gli stessi organizzatori che hanno dovuto fare i conti anche con la partecipazione di alcune scolaresche. Di certo le visite guidate dei gruppi di trenta persone che si sono succedute ininterrottamente fino alle 19, ci ha detto Alessandro Ligabue, che a nome del Credem ha dato il benvenuto a tutti i visitatori «sono la conferma dell’interesse per la storia e di come ampliare i momenti di conoscenza del patrimonio artistico reggiano». I gruppi sono stati accompagnati nelle visite dal responsabile del patrimonio artistico del Credem Franco Bonvicini e da critici ed esperti d’arte come Aurora Marzi, Odette D’Albo, Alessandra Tellurio e Filippo Silvestro, per ripercorrere la storia reggiana. E scoprire, ad esempio, che il Teatro Municipale è stato costruito su palafitte proprio perché poggia su un terreno ricco d’acqua.La stessa acqua che è oggi presente in piazza della Vittoria e che gli scavi del parco sotterraneo hanno riportato in superficie assieme ai mosaici e ai reperti di epoca romana, causa fondamentale del rallentamento dei lavori.

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