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Sicurezza, il decalogo del super comitato

Sicurezza, il decalogo del super comitato

Dai controlli nelle case ai presidi fissi della municipale. Ecco le dieci richieste al Comune della rete di associazioni civiche

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REGGIO EMILIA. «I nostri amministratori non devono limitarsi a incontri di facciata con presentazioni in Power Point, grafici, statistiche, belle parole, ascolto degli stakeholder o anche ai soli progetti culturali che, seppur importanti, non possono prescindere dalle azioni rivolte al rispetto della legalità, lo strumento più efficace per dare risposte a breve termine». Da una corretta assegnazione degli alloggi di edilizia popolare fino ai controlli nelle case per smascherare situazioni di abusi abitativi, passando per un rigorosa vigilanza sul versante dell’accoglienza dei richiedenti asilo e per la ferma imposizione dei regolamenti di polizia locale sul contrasto al disordine urbano.

Il giorno dopo la presentazione pubblica, avvenuta venerdì mattina all’hotel San Marco, la rete dei cinque comitati nata per affrontare i problemi della sicurezza urbana pubblica su Facebook un vero e proprio decalogo anti degrado: dieci azioni da mettere in campo per tentare di porre la parole fine ai numerosi problemi di ordine pubblico venuti a galla ormai da tempo, culminati il 6 settembre scorso con la maxi-rissa in stazione.

Nel mirino, finisce soprattutto la polizia municipale, alla quale vengono chiesti interventi più duri, «da attuarsi con presidi fissi nelle zone più critiche grazie anche ad una distribuzione più sensata delle risorse umane»: «A questo proposito – aggiungono dal comitato Reggio Est Sicura – gli interventi non devono limitarsi alle sole segnalazioni pervenute, ma alle violazioni riscontrabili dagli agenti che presidiano efficacemente il territorio».

La lotta all’abusivismo edilizio e a quello commerciale, la manutenzione urbana come principale rimedio verso il manifestarsi di comportamenti incivili o illeciti. E poi gli incentivi per nuove attività commerciali di richiamo positivo e un vero progetto culturale e sociale a lungo termine, con il fermo invito a non limitare la vivibilità cittadina a buone iniziative organizzate dal solo volontariato dei residenti: «L’area compresa tra la città storica e il forese è da tempo abbandonata – attaccano i civici – Che la cura dei quartieri non sia solo uno slogan vuoto».

Le dieci richieste sono rivolte direttamente all’amministrazione comunale, con la quale è stata comunque avviata una collaborazione all’insegna del dialogo.

Ma, nel decalogo, viene richiamata anche l’urgenza di realizzare «un coordinamento interforze finalizzato al contrasto delle irregolarità abitative», per scovare «alloggianti non dichiarati, stranieri irregolari, falsi intestatari di contratti d’affitto, sovraffollamento».

Non solo. Fra le dieci richieste, anche «un reale e continuo presidio del territorio nelle zone a maggiori criticità, con il contributo di tutte le forze dell’ordine».

Parole che suonano come un ultimatum indirizzato al Comune: «Se tali azioni non saranno intraprese, la rete dei comitati/associazioni prenderà atto del fallimento della pubblica amministrazione, attivando una serie di iniziative coordinate e mirate per un contributo alla sicurezza urbana e al rispetto del vivere civile». (e.spa.)

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