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Troppi iscritti, al Motti alunni senza aule e banchi

Enrico Lorenzo Tidona
Troppi iscritti, al Motti alunni senza aule e banchi

Lezioni ordinarie ospitate nei laboratori: «Costretti a scrivere sulle gambe». Il preside: «Da lunedì si torna alla normalità»

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REGGIO EMILIA. Da oltre due settimane seguono le lezioni del quarto anno dell’istituto turistico Motti seduti sulle sedie non di un’aula ma di una sala adibita a laboratorio scolastico, senza banchi, armadi né lavagne multimediali. Per prendere appunti devono usare i piccoli tavolini estraibili o scrivere con il quaderno sulla gambe, girando il capo per poter guardare l’unica lavagna presente, posta su un lato.

Ordinaria amministrazione per il sistema scolastico italiano, si potrà dire, e per una scuola come il Motti, tra le più inflazionate e con quasi 1.500 iscritti anche quest’anno. Molti di questi studenti, però, non intendono andare avanti a questo modo, come già annunciato alla dirigenza della scuola di via Gastinelli, alla quale hanno chiesto udienza anche diversi genitori. Una polemica mitigata ieri dalle parole del dirigente reggente, Maurizio Bocedi, preside da appena 15 giorni: «Lunedì entrerà in vigore l’orario definitivo e queste situazioni troveranno una soluzione».

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Parole dalle quali i ragazzi del Motti si attendono fatti concreti, visto che sarebbero diverse le classi senza aula, ospitate nei laboratori che sono quindi occupati dalle lezioni ordinarie, costringendo l’istituto ad abbandonare la settimana corta - lezioni dal lunedì al venerdì - per spalmare le ore di laboratorio al sabato.

«Quando abbiamo cominciato l’anno mancavano addirittura le sedie durante la prima settimana - racconta una delle alunne della ospitate con i compagni nel laboratorio - Ad oggi abbiamo anche aule con due ragazzi per banco. Noi siamo in una sala meeting dove ci dovrebbero insegnare l’attività turistica. Un posto dove dovremmo fare una lezione alla settimana, diventato la nostro aula ufficiale finora. Secondo noi hanno accettato troppi iscritti. L’aula che avremmo dovuto occupare quest’anno è stata assegnata a una seconda. I nostri genitori si sono già lamentati della situazione ma il passaggio di consegne tra i due presidi non ha agevolato il confronto. Altro che sabato, se andiamo avanti così la scuola dovrà aprire anche la domenica».

«Se dicessi che non ci sono problemi di spazi direi una sciocchezza - ammette Bocedi - ma parliamo del periodo a orario provvisorio. Il ripristino delle lezioni il sabato incontra qualche mugugno da parte degli alunni ma la settimana corta era stata attivata solo l’anno scorso. L’utilizzo dei laboratori come aule non è strutturale ma resta attivo l’utilizzo a rotazione delle aule, che vengono scambiate dalle varie classi quando ci sono alunni impegnati nei laboratori».

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