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Anziani maltrattati nella casa di riposo

Anziani maltrattati nella casa di riposo

Nei guai tre operatrici in servizio in una struttura di Gorizia gestita dalla cooperativa reggiana Ambra

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REGGIO EMILIA. Una pioggia di offese e umiliazioni. Reazioni violente soprattutto nei confronti dei soggetti più deboli, quelli non autosufficienti. «Brutta str... io non pulisco il tuo piscio» e altre frasi del genere venivano sistematicamente pronunciate senza pietà. E’ l’agghiacciante quadro che esce dalla casa di riposo “Contessa Beretta” di Farra d'Isonzo (Gorizia) dopo le indagini dei carabinieri che hanno portato a sottoporre alla misura cautelare dell’obbligo di dimora tre operatrici sanitarie in servizio nella casa per anziani.

La notizia dell’inchiesta è rimbalzata subito a Reggio in quanto la struttura è gestita dalla coperativa sociale reggiana Ambra. L'indagine è stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Gorizia e dei Nas di Udine, che stanno effettuando acquisizioni di documenti nel comune friulano, per accertare la regolarità delle autorizzazioni alla cooperativa reggiana.

L'ordinanza di misura cautelare firmata dal giudice Paola Santangelo, su richiesta del sostituto procuratore Ilaria Iozzi, parla di diversi episodi di maltrattamenti. L’operazione, avviata nei primi giorni di settembre, ha portato gli investigatori all'accertamento dell'uso di «metodi violenti e vessatori» adottati nei confronti di alcuni dei 13 pazienti ricoverati. Le tre operatrici sanitarie indagate sono una 50enne rumena, una 63enne russa e una 49enne moldava: erano in servizio da oltre 10 anni. Erano da sole durante i turni con gli anziani. Per questo, forse, per lungo tempo non si è saputo nulla. Fino a che i carabinieri sono arrivati in struttura e attraverso intercettazioni ambientali è emersa la verità. Nell'ordinanza si fa riferimento a un «modus abituale caratterizzato da sopraffazioni, ricatti, costrizioni e offese, impositivo di un regime di vita mortificante e avvilente agli anziani ospiti della struttura». Intanto arrivano le reazioni di Ambra, che assicura che prenderà «tutti i provvedimenti necessari per consentire lo svolgimento degli accertamenti da parte degli organi inquirenti e per garantire il più regolare andamento del servizio». «Nello specifico - si legge in una nota a firma del presidente Roberto Mainardi - la Cooperativa Sociale Ambra si dichiara estranea ai fatti e ha attivato le opportune procedure ispettive interne». Ribadendo «la massima fiducia nell’autorità giudiziaria e negli organi investigativi dei quali rimane a più completa disposizione».

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