Gazzetta di Reggio

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Paura per due bambini rimasti bloccati nell’auto

di Serena Arbizzi
Paura per due bambini rimasti bloccati nell’auto

Correggio: i genitori erano andati a prendere i loro fratelli nella vicina palestra I piccoli (21 e 24 mesi) azionano la chiusura delle porte. Intervengono i pompieri

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CORREGGIO. Sembrava l’inizio di un incubo ma, fortunatamente, grazie all’intervento rapido dei vigili del fuoco che hanno risolto la situazione, tutto si è risolto con un brutto spavento e con una lezione da imparare: mai lasciare i figli piccoli da soli in auto. Erano circa le 18 di ieri quando due famiglie di Correggio hanno portato i loro figli a lezione di hip hop alla palestra Aritmia, di via Fratelli Cervi. I genitori hanno parcheggiato le auto di fronte alla struttura e hanno accompagnato i figli in palestra.

Successivamente, mamma e papà di due famiglie diverse si sono ritrovati all’esterno, in attesa che la lezione finisse.

Con loro c’erano due fratellini più piccoli, appartenenti a due famiglie diverse, dei bimbi intenti ad imparare i movimenti hip hop. I genitori li hanno posizionati all’interno di un’automobile, un’Opel Astra, ritenendo che i due bambini fossero più sicuri dentro una macchina rispetto al cortile, dove c’è un frenetico viavai di persone e di auto. Non sapevano che di lì a poco sarebbe iniziata un’avventura terribile.

Il bimbo più piccolo, di 21 mesi, era seduto al posto del guidatore. Improvvisamente, ha chiuso la sicura e sfilato le chiavi dal cruscotto, buttandole sul pavimento dell’abitacolo. L’amichetto di 2 anni, seduto al posto del passeggero, ha imitato l’altro bambino, chiudendo la sicura. «Non sapevamo come liberarli – raccontano i genitori – è stato uno spavento enorme perché entrambi erano chiusi dentro e non c’era via d’uscita. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco, arrivati da Carpi, che sono intervenuti subito, per fortuna, rompendo il vetro del sedile posteriore e liberando i bambini». Alla paura dei genitori si unisce quella di uno dei due bimbi “prigionieri”, che piangeva a dirotto, mentre l’altro, tranquillissimo, aveva raggiunto il sedile posteriore e aveva iniziato a mangiare il pane appena comprato dai genitori.

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