Tragedia di Montecavolo, l’addio a Francesco Ferrara
Quattro Castella: indagine e perizia sulla moto, il pm apre un fascicolo per omicidio colposo. Niente autopsia, via libera ai funerali fissati per le 9.40 di mercoledì 7 ottobre nella chiesa di Sant’Ilario
QUATTRO CASTELLA. Si svolgeranno mercoledì mattina (7 ottobre), i funerali di Francesco Ferrara, il giovane morto sabato pomeriggio in seguito a un tragico incidente avvenuto a Montecavolo. Il feretro lascerà l'obitorio del cimitero nuovo di Coviolo, dove è stata allestita la camera ardente, poco dopo le 9 diretta alla chiesa di Sant'Ilario, dove la cerimonia religiosa inizierà alle 9.40.
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Intanto è stato aperto un fascicolo dal pm Maria Rita Pantani – l’accusa, al momento contro ignoti, è di omicidio colposo – sul terribile incidente di sabato pomeriggio nel quale ha perso la vita il 24enne, Francesco Ferrara, l'operaio di Sant'Ilario morto in sella alla sua amata MV Agusta dopo lo schianto con una Land Rover guidata da un 35enne di Quattro Castella. Un impatto violentissimo, sulla provinciale 23, la tangenziale che collega Montecavolo a Quattro Castella, all'incrocio con via Montegrappa. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12209788:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/10/05/news/tragedia-di-montecavolo-dimesso-uno-dei-ciclisti-1.12209788]]
E all’apertura del fascicolo sono seguiti alcuni “passi” giudiziari da parte del magistrato che non ha ritenuto di richiedere l’autopsia («chiare le cause di morte») concedendo così il nulla-osta per i funerali, ma nel contempo il pm Pantani vuole fare chiarezza su alcuni aspetti che ancora non tornano di questa tragica vicenda.
Da qui l’intenzione di affidare al perito Alfonso Simoncini non solo la ricostruzione della dinamica dello schianto (per identificare con precisione le responsabilità), ma anche la verifica tecnica sulla moto di Ferrara che è esplosa dopo l’impatto con la jeep (deflagrazione che avviene di rado negli incidenti, da qui la necessità di chiarirne i motivi). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12209788:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/10/05/news/tragedia-di-montecavolo-dimesso-uno-dei-ciclisti-1.12209788]]
Secondo il titolare dell’azienda (la Brain Electric di Montecchio) per cui Ferrara lavorava, proprio sabato il suo dipendente si era accorto che qualcosa non andava nella moto ed era sua intenzione riportarla dal meccanico nel pomeriggio per un controllo. Non arriverà mai in quell’officina... La moto si è trasformata in una bomba e, dopo lo schianto, è esplosa con un grande boato, prendendo subito fuoco. Fiamme che, prima di essere spente grazie ad un automobilista che aveva un piccolo estintore, hanno raggiunto anche il 44enne reggiano, Alessandro Barberis, e il 43enne cavriaghese, Diego Briselli.
Due ciclisti che si sono ritrovati catapultati di colpo in mezzo all'inferno. Le condizioni di Barberis sono parse subito gravi e, per questo motivo, è stato trasportato con l'elisoccorso al Centro Grandi Ustionati dell'ospedale di Parma, dov'è tuttora ricoverato in prognosi riservata con ustioni di secondo grado su volto e arti. diverse parti del corpo. Ustioni meno gravi, invece, per il 43enne cavriaghese.
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