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“Carovana della risata” in Bosnia

“Carovana della risata” in Bosnia

L’iniziativa di Mirni Most per un orfanotrofio e un campo Rom

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GUASTALLA. Parte oggi la “Carovana della risata" in Bosnia Erzegovina. Si tratta di una delegazione composta da quattro artisti volontari della Ong Pagliacci senza Frontiere Italia (sezione italiana della Ong Spagnola Payasos sin Fronteras ): Sara Goldoni, burattinaia; Urana Marchesini clown acrobata; Amilcare Dolimano e Gunter Rieber giocolieri e clown e da Antonio Campanini presidente della associazione MirniMost di Guastalla. Questa organizzazione con i suoi artisti ha realizzato interventi in diverse zone colpite da guerre in Kurdistan, Saharawi, Sud America e in Italia nella Locride.

L’iniziativa è sostenuta dalla associazione MirniMost e Iscos Emilia Romagna in collaborazione con Psf Italia. La carovana farà tappa a Mostar e Zenica in Bosnia Erzegovina; a Mostar è previsto uno spettacolo di benvenuto al campo Rom della città, a cui farà seguito una serie di laboratori con costruzione di burattini, giocoleria e acrobatica, aperti anche a insegnanti e operatori che da tre mesi sostengono i bambini Rom in un progetto di inserimento scolastico sostenuto dalla associazione MirniMost, finanziato dalla Tavole Valdese ufficio 8xmille.

Nei giorni successivi si terrà uno spettacolo-kermesse di tutti gli artisti nel parco più importante della città , le associazioni locali Kos Universum, Novi Put coinvolgeranno il maggior numero di bambini e famiglie appartenenti a tutte e due le parti della città, per un grande messaggio di pace.

Seconda tappa a Zenica con uno spettacolo seguito da laboratori nella sede dell’associazione Lotos che assiste con operatori qualificati minori con varie disabilità. Per concludere la missione ci sarà uno spettacolo nell’orfanotrofio di Zenica. L’obiettivo del progetto è quello di rompere con un sorriso, i pregiudizi verso persone svantaggiate o appartenenti a gruppi etnici emarginati e favorire la solidarietà tra la comunità locale e le persone che sono oggetto dei due progetti oltre a lasciare agli operatori competenze per favorire la creatività dei minori e superare i traumi provocati dalla guerra. (m.p.)

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