Gazzetta di Reggio

Reggio

«Con questo cantiere vogliono farci chiudere»

di Leonardo Grilli
«Con questo cantiere vogliono farci chiudere»

I commercianti della Galleria Cavour in crisi per colpa del parcheggio «Da qui non passa più nessuno, ora questo posto è davvero un isolato»

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REGGIO EMILIA. È mezzogiorno, e ci troviamo in una delle zone più centrali della città: dentro la Galleria Cavour, incastonata fra il Parco del Popolo, il teatro Valli e la bellissima piazza Martiri del 7 luglio. Il via vai dovrebbe essere imponente, eppure a guardarsi attorno sembra di stare in una periferia disabitata. I negozi sono vuoti, ai tavolini dei bar indugia solo qualche anziano e le poche persone che passano sono per lo più stranieri che vanno avanti veloci a testa bassa. E la colpa di tutto questo, secondo i commercianti che lavorano lì da anni, è dei lavori per la costruzione di Park Vittoria. «La nostra attività è calata del 40/50% - racconta Daniela Cattani, titolare del bar Relive - per esempio prima già dalle 6 si cominciava a lavorare e ora prima delle 7.30 non passa nessuno. Qui siamo un’intera famiglia, oltre a me ci sono mia madre e i miei due fratelli, e tutti per tirare avanti non prendiamo lo stipendio da tre anni». Oltre al transennamento di parte di piazza della Vittoria, la responsabilità maggiore spetta ai provvedimenti sulla viabilità che il Comune ha adottato in seguito ai lavori. «La vera mazzata ce l’ha data la chiusura di viale Allegri - continua la Cattani - ora che il tragitto dei mezzi pubblici è stato cambiato la maggioranza delle persone che prima passava da qui ora fa un altro percorso».

Sul sito del Comune si legge infatti che “da lunedì 13 gennaio 2014 e sino a fine lavori, la corsia di viale Allegri in direzione piazza della Vittoria sarà interrotta al transito dall’altezza del ristorante Il Pozzo per consentire interventi sulle reti dei sottoservizi”. Peccato però che i lavori non siano mai finiti e che da allora nulla si sia mosso. Quasi due anni di immobilismo, complice anche il rallentamento dei lavori e i problemi di cassa della Reggio Parcheggi Spa. «Sono stati fermi cinque mesi senza che un solo operaio facesse qualcosa - commenta irritato Giovanni Sassi, titolare del Cin Cin bar - e nel frattempo noi stiamo fallendo. Hanno tolto anche i taxi, che da soli portavano almeno 150 euro al giorno». Ma le perdite complessive sono molto più alte: «Io ho circa 16mila euro di introiti in meno all’anno, ho anche chiesto che qualcuno si assumesse le responsabilità per avere un risarcimento ma niente. Di 500 euro annui di sconti sulle tasse comunali non me ne faccio nulla, anzi sembra una presa in giro».

Il calo dell’affluenza è generale e riguarda tutte le tipologie di commercianti. Il Tabacchi è passato da quattro a due dipendenti, i clienti nei negozi di moda si contano sulle dita di due mani e tutti guadagnano meno rispetto al periodo in cui non esisteva lo scavo di Park Vittoria. A complicare il tutto, gli affitti da pagare. «Prima si facevano gli aperitivi - continua Sassi - ora alle sette chiudiamo tanto non ci sta nessuno. Ma siamo messi tutti così male, soprattutto quelli che hanno l’attività all’interno della Galleria. E tutto per un parcheggio di cui non se ne sentiva affatto il bisogno. Per di più non siamo a Bolzano, non serve fare dei buchi in terra di posto ce n’è quanto se ne vuole». Una soluzione per arginare almeno in parte il problema, secondo i commercianti, sarebbe quella di dirottare il percorso di un Minibù in modo che passi per piazza della Vittoria. «Ma ci hanno risposto che è pericoloso e non si può fare - spiega Agostino Melis, titolare del Caffè Borsa insieme a sua moglie e i suoi due figli - la realtà è che non ci agevolano per niente e anzi, ci prendono pure per i fondelli. Ci dicono che a giugno sarà tutto finito ma è evidente a chiunque che non sarà così, solo per rimettere in sesto lo scavo ci vorrà almeno un mese». Anche per Melis, così come tutti gli altri la situazione è drammatica: «Fino alle 8 passano 10 persone contate, delle mattine metti in cassa solo 5 euro. Finito il giro della scuola non c’è più nulla, e delle volte non c’è nemmeno quello». Così come all’ora di pranzo. «Sembra quasi che ci sia la volontà di farci chiudere e farci andare via - sbotta da dietro il bancone uno dei figli di Melis, indicando col dito la sala ormai vuota - ora il prezzo dei locali è svalutato, ma quando Park Vittoria sarà completato salirà alle stelle. Un’occasione ghiotta per qualcuno interessato a specularci sopra, ma l’unico modo per farlo è cacciarci».

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