E’ in vendita la sede del Pd di via Gandhi
L’annuncio compare, insieme a quello di altre sedi di circolo, su un portale immobiliare: prezzo 500 mila euro
REGGIO EMILIA. “Vendesi ufficio di 600 metri, posto al primo piano, con ampio balcone e garage. Riscaldamento autonomo. Prezzo: 500.000 euro”. Un annuncio come tanti, su un sito internet specializzato in affitti e compravendite immobiliari. Un annuncio che però, a ben vedere, non è propriamente come tutti gli altri, dato che l’ufficio in questione è la sede della federazione provinciale del Pd reggiano.
L’immobile fa parte dei beni di proprietà della Fondazione Tricolore, presieduta da Dumas Iori che ha ereditato le sostanze del Pci, Pds e infine Ds. Un patrimonio di circa 8,5 milioni di euro che la crisi immobiliare di questi anni ha contribuito a svalutare. La gestione di questi beni, tra cui figurano anche opere d’arte e libri, non produce utili, come testimonia il bilancio 2014, che si è chiuso con un avanzo di appena 3.500 euro, ottenuto anche grazie a delle alienazioni (l’anno prima l’utile era di 13.500 euro).
Il peso dei mutui, dell’Imu e dei costi di gestione grava in modo pesante sugli immobili, che non generano proventi, dato che spesso chi li occupa paga affitti molto bassi, quando li paga. Pertanto la Fondazione ha dato mandato alla controllata Reggiana Immobiliare - guidata da Ivan Rinaldini – di mettere in vendita parte dei suoi cespiti: una scelta obbligata per far quadrare conti sempre più difficili.
L’operazione è stata affidata alla Iannò Gruppo Immobiliare, che ha provveduto a mettere diversi annunci sul web per trovare acquirenti. Nell’elenco dei beni in vendita figurano alcuni circoli cittadini del Pd, tra cui il 2 di via Fratelli Cervi a Pieve, lo storico 3 di via Marsala e l’8 di via Samoggia, a San Prospero Strinati. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12227036:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12227036:1649476348/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il piano di dimissioni riguarda anche uno stabile di viale Regina Elena dove attualmente c’è la sede del circolo Gardenia, una sala in via Galeotti a Sesso, un rudere in via Comparoni, un magazzino in via Mantegna, la sede di un circolo Arci a Barco di Bibbiano e un immobile a Cadelbosco.
Il trasloco della sede Pd da via Gandhi non sembra una possibilità imminente, anche se in passato si era parlato di un possibile trasferimento al circolo Belvedere di via Martiri della Bettola. Il partito occupa i 600 metri quadrati pagando un affitto di quasi 50mila euro l’anno, in base a un contratto di sei anni, rinnovabili per altri 6.
Teoricamente il Pd potrebbe continuare restare in via Gandhi anche dopo un ipotetico passaggio di proprietà. Nella zona ci sono altri uffici in vendita da un po’ di tempo e nessuno crede pertanto che l’affare possa concretizzarsi in poco tempo.
La mossa della Fondazione di mettere in vendita parte del patrimonio non può essere considerata un fulmine a ciel sereno, ma non sembra essere stata preceduta da una puntuale comunicazione a chi frequenta o lavora negli spazi in questione. Qualcuno ha addirittura appreso la notizia per caso, mentre navigava nei siti internet in cerca di un appartamento da prendere in affitto. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12227037:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12227037:1649476348/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La necessità di far quadrare i bilanci prevale, ovviamente, sugli aspetti sentimentali. Ma ai militanti desterà una certa impressione che tra il patrimonio alienabile ci siano anche i 313 metri quadri di via Marsala (230mila euro il prezzo), dove è racchiusa una parte della storia del Pci reggiano e dove all’interno, su un pavimento, c’è un bel mosaico con falce e martello realizzato prima della fine della seconda guerra mondiale. Ai muri ci sono quadri che testimoniano le varie fasi del partito, con ritratti di Berlinguer, adesivi del quotidiano L’Unità, carta intestata con il logo dell’Ulivo ed altri veri e propri cimeli.
Anche questo circolo però, così ricco di storia, ha fatto i conti con il calo degli iscritti, e rischia di dover essere sacrificato per le fredde ma ineludibili ragioni contabili.
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