Gazzetta di Reggio

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Fillea attacca Coopsette: «Proposte provocatorie»

di Roberto Fontanili
Fillea attacca Coopsette: «Proposte provocatorie»

Rudy Zaniboni della Cgil boccia senza appello il nuovo piano concordatario «Un manuale di tutto ciò che non si può chiedere a lavoratori e sindacati»

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REGGIO EMILIA. «Sembra un manuale con tutto quello che non si può chiedere ai lavoratori e al sindacato. E’ una situazione che richiede che lo stesso movimento cooperativo reggiano non giri le spalle a queste aziende in difficoltà e ai soci. Aziende che per anni sono state portate come il fiore all’occhiello».

E’ un giudizio negativo, di forte preoccupazione e senza appello quello del segretario provinciale della Fillea-Cgil, Rudy Zaniboni, sulla cura da cavallo che il presidente di Coopsette Fabrizio Davoli ha presentato ai soci e contenuta nel nuovo piano concordatario che entro il 25 ottobre dovrà essere depositato in Tribunale.

Un giudizio poi ribadito in una nota della Fillea nella quale si sostiene che le condizioni poste «sembrano più provocazioni che richieste, in grado di produrre conseguenze contrattuali, economiche e sociali pesantissime per i lavoratori interessati e lascerebbero tutti gli altri in una condizione di assoluta precarietà».

Lo scenario a cui i soci si sono trovati davanti, a parere del sindacato «ha tolto le ultime illusioni sulla possibilità di continuare a operare in continuità con Coopsette come l’azienda si era impegnata a fare».

La cooperativa che già da due anni è alle prese con una situazione di crisi certificata dall’avvio di una procedura concorsuale, ha già portato dal 2011 al dimezzamento del personale, (e il nuovo piano prevede ulteriori 250 esuberi sui 548 lavoratori attualmente in forza), una riduzione dei salari e lo spacchettamento dell’azienda. «Nell’ultima assemblea - aggiunge Zaniboni - è stato detto che Coopsette sarà divisa in più tronconi».

Si spiega così la reazione dei lavoratori, di forte perplessità sul piano prospettato, quando si aspettavano, sempre secondo Fillea, «un progetto di continuità sul modello Sicrea e Siteco e non la creazione di nuove new.co». Come Atikram, che potrebbe essere appetibile per Sicrea e con il ramo ferroviario che potrebbe finire alla Margaritelli spa di Perugia. Il sindacato ha già chiesto un incontro ai vertici di Coopsette, (che avverrà nel prossimi giorni).

«Noi esprimeremo la nostra contrarietà e se necessario, faremo seguire iniziative di protesta. Poi ci rivolgeremo anche al movimento cooperativo, perché in modo concreto contribuisca a salvare aziende, soci e lavoratori», conclude Zaniboni.

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