“Fototrappole” contro gli incivili e i ladri
Rubiera, l’idea è di utilizzare le camere digitali per controllare i cassonetti dei rifiuti e le abitazioni
RUBIERA. Arrivano le “fototrappole”, piccole camere digitali che funzionano senza fili, da usare per registrare infrazioni e comportamenti scorretti, a partire dall’abbandono dei rifiuti. E oggi rese ancora più interessanti dalla nuova sequenza di furti nelle frazioni del paese sulla via Emilia.
Nate per la caccia notturna ai cinghiali e agli ungulati, per registrare i movimenti degli animali, potranno avere un utilizzo pratico più ampio. A Rubiera la scelta di base è stata fatta: «Fatti i relativi approfondimenti tecnici e normativi, abbiamo deciso di procedere all’acquisto delle “fototrappole” – annuncia il sindaco Emanuele Cavallaro.
Di cosa si parla, nel dettaglio? Di «macchine fotografiche digitali con sensore di movimento e capacità di riprendere anche di notte. Pare siano parecchio usate da chi va a caccia di cinghiali. Gli uffici stanno raccogliendo i preventivi sul mercato elettronico».
In ogni punto in cui verranno montate sarà montata della segnaletica che avvisa della presenza degli strumenti e delle prescrizioni previste per la riservatezza in questi casi. Gli utilizzi possibili sono diversi; a Rubiera si punta in prima battuta «sia per la sorveglianza sui conferimenti dei rifiuti - cosa già in uso in alcuni comuni del carpigiano - che ai fini di pubblica sicurezza».
Uno dei grandi vantaggi, sottolinea il primo cittadino, è che possono «essere installate con una certa semplicità, anche senza la stesura di cavi che le colleghino. In questo modo contiamo di prevenire cattive abitudini e cattive intenzioni anche in zone del territorio per ora difficili da controllare».
Nei giorni scorsi, si è parlato dell’istallazione di telecamere o fototrappole anche come strumento preventivo contro i furti. Una discussione nata dalle recenti effrazioni compiute a Fontana e San Faustino, e diversi abitanti delle frazioni hanno dato la disponibilità a fare una colletta con cui montare un punto internet, così che le fototrappole possano essere connesse senza fili e mandare immagini e segnali in tempo reale alla centrale operativa della Municipale. Perché questo, a oggi, può essere il limite: l’utilizzo della connessione usata per gli altri servizi comunali. La copertura di questa banda larga non è però capillare, ma circoscritta alle aree di lavoro della macchina pubblica, e soprattutto nelle frazioni mancano i punti di connessione. Va precisato che non si tratta di un sistema di videosorveglianza, ma di postazioni fisse segnalate con funzione di deterrente. (adr.ar.)
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