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Motti sovraffollato, il preside è ottimista: «Verso la normalità»

di Luciano Salsi
Motti sovraffollato, il preside è ottimista: «Verso la normalità»

«L’orario definitivo dovrebbe stabilizzare la situazione» Ma intanto è polemica sull’abolizione della settimana corta

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REGGIO EMILIA. Il rodaggio sta per finire. La macchina della scuola incomincia a girare a pieno regime anche all'istituto Angelo Motti, che rischiava di scoppiare per la troppa salute, cioè per la sensibile crescita delle iscrizioni.

Da lunedì, con l'avvio dell'orario definitivo, gli studenti della sede centrale di via Fratelli Rosselli, a Coviolo, non sono più costretti a seguire le lezioni teoriche in un laboratorio arredato come sala di ricevimento con semplici sedie, senza i banchi di ordinaria amministrazione.

Si stanno per risolvere, inoltre, le criticità delle due sedi succursali, in particolare con lo sdoppiamento di un'aula in viale Trento Trieste.

«Nonostante le difficoltà - riferisce il preside Maurizio Bocedi - la scuola sta partendo. Con l'orario provvisorio eravamo obbligati a concentrare le lezioni in un orario ridotto, esclusivamente al mattino. Ora possiamo distribuirle anche al pomeriggio, in modo che gli studenti abbiano a disposizione i locali idonei».

Il Motti è un istituto tecnico e professionale alberghiero. Una parte cospicua dell'insegnamento, quindi, viene impartita in laboratori attrezzati come cucina, bar, reception o sala di ricevimento. A differenza dei licei, dove ogni classe ha la sua aula, nei professionali la rotazione è inevitabile.

Nei cambi d'ora gli studenti trasmigrano da un locale all'altro. I dirigenti e i loro collaboratori utilizzano specifici programmi informatici per redigere l'orario delle lezioni pianificando gli incastri nel modo più razionale.

Tuttavia in una scuola come il Motti, che quest'anno ha visto aumentare gli iscritti da 1268 ad oltre 1400, i problemi si ingigantiscono.

«Stiamo lavorando - spiega Bocedi - con molto impegno, ma è inevitabile che qualcuno sia insoddisfatto. Una classe, ad esempio, è scontenta perchè è stata trasferita dalla succursale di via Cialdini alla centrale di Coviolo. Molti, poi, vorrebbero mantenere la novità della settimana corta, con il sabato libero, che io ritengo assolutamente negativa. Per potere predisporre un orario sensato abbiamo dovuto ripristinare le lezioni del sabato per le classi terze. C'è difficoltà, però, ad accettare il ritorno ai vecchi modelli».

Gli spazi continuano ad essere insufficienti nella succursale di viale Trento Trieste, ricavata in un'ala del vecchio edificio una volta occupato dall'Ipsia Lombardini ed ora assegnato al professionale per il commercio Filippo Re.

«La soluzione - dice il capo d'istituto - è stata individuata. Gli operai stanno sdoppiando con una parete di cartongesso un'aula molto grande, già dotata di due ingressi».

Maurizio Bocedi dirige l'istituto tecnico commerciale Gasparo Scaruffi da otto anni. Dal primo settembre gli è stata assegnata anche la reggenza del Motti.

«La nomina - riferisce - mi è stata comunicata soltanto il 28 agosto. In questi giorni sto facendo un giro nelle classi per presentarmi ed ascoltare gli alunni».

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