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cronaca

Ladri in camera da letto mentre marito e moglie dormono

Il furto a Ospizio, la derubata: "Cosa sarebbe accaduto se mi fossi svegliata?"


08 ottobre 2015 Elisa Pederzoli


REGGIO EMILIA «Sono entrati in camera da letto mentre stavamo dormendo. Hanno aperto i cassetti, preso denaro e i gioielli in oro, piccoli ricordi di mia madre che non c’è più, mentre noi eravamo lì. Cosa sarebbe successo se ci fossimo svegliati? Cosa sarebbe accaduto se me li fossi trovata davanti?».

Ha la voce rotta dall’emozione Ilda, 65 anni. Nella notte tra mercoledì e ieri si è svegliata nella sua casa di via Podgora, zona Ospizio, allarmata dall’abbaiare incessante dei suoi cani, due bassotti che quando lei e suoi marito Romano Fiaccadori vanno a dormire tiene in cantina. Sono stati loro ad accorgersi che qualcuno di estraneo era entrato in casa: ladri che hanno vuotato portafogli, borse e cassetti.

«Erano le 2.30 quando ho sentiti i cani e allora mi sono alzata. Ma ero tranquilla. Non immaginavo. Invece, quando ho visto che era tutto sottosopra ho capito. La mia borsetta era stata vuotata sul tavolo della cucina, dal portafogli mancavano tutti i soldi. Lo stesso in quello di mio marito. E poi erano stati nelle camere» racconta la donna.

I ladri sono riusciti a raggiungere il piano rialzato dell’abitazione dalla finestra. «Hanno avuto la cura di spostare i vasi per non fare rumore». Una volta dentro si sono mossi liberamente. Quando la padrona di casa si è svegliata e si è alzata, probabilmente, stavano fuggendo.«Ho subito chiamato i carabinieri. In giardino abbiamo trovato i documenti e tutto quello che non gli importava di portare via, come un salvadanaio» va avanti la donna. Ma quello che fa più male è sapere che qualcuno ha violato la casa, si è aggirato intorno al letto di chi si sentiva protetto e sicuro.

«Invece, non si può più stare tranquilli nemmeno in casa. Qui è un via vai continuo, gente che spaccia ai margini del parco. E ora pure i ladri. Come farò ad andare a letto stasera senza avere il terrore che qualcuno possa tornare?». Parole accorate a cui sembra che nessuno sia in grado di dare convincenti risposte.

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