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Megale, acquisiti gli atti dal 2008 ad oggi

di Gabriele Bassanetti
Megale, acquisiti gli atti dal 2008 ad oggi

Il sindaco di Sassuolo sul caso che coinvolge il comandante della Municipale di Castellarano per l’attività politica modenese

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CASTELLARANO. Un “soggetto terzo” nell'indagine. Il Comune di Sassuolo prova a fare un po' d'ordine dopo l'ondata di notizie, informazioni, comunicati di maggioranza e opposizione in cui si ipotizza e si chiede di tutto, a seguito degli avvisi di garanzia che hanno colpito Giuseppe Megale, comandante della polizia municipale di Castellarano (dopo essere stato a lungo alla guida della polizia municipale di Rubiera) e capogruppo dimissionario del Pd a Sassuolo. Avvisi di garanzia anche per alcuni dipendenti di Sgp (Sassuolo Gestione Patrimoniale).

Lo farà in modo compiuto anche martedì prossimo in apertura del consiglio comunale, quando il sindaco rilascerà un'informativa. Intanto è stata avviata anche una verifica interna per fare chiarezza sulle posizioni degli indagati e di altri possibili soggetti coinvolti. «In merito all’operazione che, giovedì scorso, ha portato agenti del Commissariato e della Guardia di finanza nei locali del Comune e di Sgp – recita un comunicato diffuso ieri – l’amministrazione comunale, per fare chiarezza, rende nota la tipologia di documenti acquisiti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena attraverso un decreto che chiarisce come si tratti di acquisizione presso soggetto allo stato, terzo rispetto alle indagini». Nessun coinvolgimento diretto quindi; al momento le forze dell'ordine cercano negli uffici comunali informazioni e prove delle attività illecite di Ambrisi e Bonini, senza che questo significhi automaticamente un concorso del Comune e dell'amministrazione.

«La documentazione – dice il sindaco Claudio Pistoni – è stata acquisita sia presso la Segreteria generale che l’Ufficio tecnico del Comune ed in Sgp. Si tratta degli atti inerenti gli esercizi commerciali oggetto d’indagine relativi a diversi anni: una parte risale al 2008, l’altra è relativa al periodo che dal primo gennaio 2011 arriva fino ai giorni nostri». Altro chiarimento interessante, perché se è vero che al momento il secondo filone di indagine che ha portato agli avvisi di garanzia sta interessando il periodo dell'ultima campagna elettorale comunale, la raccolta di documenti si estende a un periodo molto più lungo, che include tre amministrazioni: il finale di quella di Graziano Pattuzzi (2008), parte del periodo di Caselli e parte di quella attuale di Pistoni. La limitazione alla sola tipologia di documenti acquisiti, senza specificazione di quali siano, spiega il municipio, «è dovuta all’obbligo del segreto sull’indagine penale e al rispetto dei principi imposti dal codice della privacy. Però su cosa si siano concentrati gli inquirenti si può dire. E conferma la ricerca di uno scambio di favori e di entrature degli arrestati dell'operazione Untouchables negli uffici amministrativi cittadini».

Gli atti riguardano infatti la regolamentazione comunale inerente l’arredo urbano del centro storico del Comune di Sassuolo e l’istallazione di strutture fisse o mobili quali dehors o gazebo; i procedimenti amministrativi in materia commerciale ed edilizia, comprensivi di eventuali ricorsi ed atti giurisdizionali; le deliberazioni del consiglio comunale del giugno e dicembre 2013 e del settembre 2014; le occupazioni di suolo pubblico, l’iscrizione alle Fiere e alle manifestazioni cittadine. «Garantiamo – conclude il sindaco Pistoni – la massima collaborazione con forze dell’ordine e magistratura e faremo anche una verifica interna».

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