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il processo

«Mi obbligava a prostituirmi»

«Mi obbligava a prostituirmi»

Alla sbarra l’ex fidanzato 29enne accusato dalla ragazza disabile

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REGGIO EMILIA. E’ accusato di induzione e sfruttamento alla prostituzione e maltrattamenti nei confronti di quella era che la sua fidanzata: una ragazza reggiana di 25 anni, disabile mentale. E’ una difficile storia di maltrattamenti e violenze quella denunciata dalla giovane donna (invalida al 75%)e che ora è sfociata in un pesante processo per l’uomo, un 29enne di origine crotonese pluripregiudicato.

Il procedimento si è aperto ieri in aula, davanti ai giudici Francesco Maria Caruso, Cristina Beretti e Andrea Rat. Sullo scranno dell’accusa il pubblico ministero Maria Rita Pantani. A difendere l’uomo, contumace, l’avvocatessa Chiara Carletti.

I fatti si riferiscono al 2012. A raccontarli in una denuncia alle forze dell’ordine è stata la stessa donna. L’uomo che aveva detto di volerle bene, l’aveva invece costretta esercitando su di lei pressioni psicologiche e fisiche a prostituirsi in strada. Un episodio sarebbe avvenuto nel Reggiano, gli altri nel Bolognese.

Una verità che è emersa in seguito a uno stupro subito dalla stessa nel luglio del 2014, nel Bolognese. In aula sono stati sentiti i familiari della ragazza, con i quali lei ha smesso da tempo di vivere e con i quali comunque i rapporti non sono mai stati troppo facili. Hanno negato di sapere questo doloroso spaccato esistenziale della giovane donna, se non quando la vicenda giudiziaria è iniziata.

Nella prossima udienza, fissata per il 21 ottobre, sarà la stessa ragazza a essere sentita. Davanti al tribunale, dovrà raccontare quanto già denunciato una prima volta. In quella sede si valuterà se sarà necesessaria anche una perizia psichiatrica sulla giovane.

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