«Sicurezza, serve lo sblocco delle assunzione dei vigili»
RUBIERA. «Il governo può aiutare i Comuni sulla sicurezza, con tante piccole cose senza grandi costi, dal patto di stabilità alle assunzioni dei vigili urbani». È una riflessione che può essere vista...
RUBIERA. «Il governo può aiutare i Comuni sulla sicurezza, con tante piccole cose senza grandi costi, dal patto di stabilità alle assunzioni dei vigili urbani».
È una riflessione che può essere vista anche come un appello, quella fatta dal sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro dopo la turbolenta settimana fra diversi furti notturni e la rapina al Conad del paese di martedì pomeriggio, che si è conclusa con il ferimento di una cassiera. Ieri il primo cittadino è andato al supermercato per parlare con gli addetti e i responsabili del negozio.
Dopo di che, allargando il discorso a livello più ampio, parla di diversi temi legati alla sicurezza e fa «quattro proposte modeste, che allo Stato non costerebbero molto ma che sarebbero importanti per aiutarci ad aiutare lo Stato nella sua funzione fondamentale di garantire l’ordine pubblico».
La prima è lo sblocco delle assunzioni della polizia municipale. A oggi, spiega, «con le norme nazionali in vigore, le assunzioni sono possibili solo per “stagionali” da cinque mesi. C’è un blocco legato alla “ridistribuzione” del personale della polizia provinciale e insistono comunque tutti i vincoli “astratti” del contenimento delle spese del personale degli enti locali, senza alcuna eccezione per gli agenti di polizia». Però, dice Cavallaro, «se siamo in grado di pagarceli, fateceli assumere. Considerate la polizia come un’eccezione, perché oggettivamente lo è».
Il secondo spunto è quello di togliere gli investimenti per la sicurezza dal patto di stabilità che vincola le spese dei Comuni entro determinati parametri, anche oltre alle reali disponibilità economiche dell'ente. Quelle di sicurezza «sono funzioni che spesso i Comuni svolgono “al posto” dello Stato. Se volete che i Comuni – con i propri fondi – investano in nuove strutture e nuovi impianti, dategliene la possibilità senza dover scegliere tra una scuola e una stazione di polizia. Servono entrambe, per fare dei buoni cittadini».
Terza riflessione, quella su possibili agevolazioni per i privati che investono in sicurezza. «Incentivate gli impianti di videosorveglianza e ritoccate la legge sulla privacy: fate che le telecamere di una banca possano inquadrare anche la strada. Tanto abbiamo tutti un cellulare in tasca» – è il parere del primo cittadino.
Ultima questione, forse la più complessa, è la riforma del marzo scorso dell’articolo 131 bis del Codice Penale, quello che riguarda l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto commesso. In pratica, l'esclusione della punibilità se il fatto è molto lieve, anche se formalmente un reato.
«La tenuità del fatto come principio per la non punibilità di una serie di reati “lievi” nasce per evitare ingorghi nella giustizia ed evitare di andare a processo per poco o niente» – ricorda. E tuttavia, «parlando con operatori economici, professionisti, cittadini, il sospetto che avere alzato l’asticella della punibilità abbia diverse controindicazioni nasce».
Perché, pur concordando con chi «dice che il carcere non è la soluzione», ritiene che «ancora più importante sia la prevenzione. E la prevenzione dei reati si fa anche attraverso l’esistenza di norme certe, che tutelino i cittadini anche da chi si specializza nello sguazzare nei varchi del sistema. Il ladro va in prigione – conclude – Pinocchio a parte». (adr.ar.)
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