Sisma, azienda riapre grazie alla solidarietà
Castellarano, la Manifattura Modenese ha potuto contare sull’aiuto della ditta dei parenti reggiani
CASTELLARANO. Ha il sapore dell’ospitalità reggiana l’odissea giunta, per fortuna, a lieto fine, della Manifattura Modenese di via Montale, a Rovereto, nel modenese. La ditta è stata distrutta dalle devastanti scosse di terremoto di quel maledetto maggio del 2012 e, grazie alla generosità di un parente dei titolari - il quale, a sua volta, è proprietario di un’azienda a Castellarano - è stato possibile proseguire con l’attività, fino alla riapertura.
E' avvenuto il taglio del nastro dei due capannoni che sorgono l’uno di fronte all’altro, dopo il periodo di trasferta obbligata a causa del sisma, proprio a Castellarano, nel reggiano, ospiti della ditta Fratelli Cattalini, parenti della famiglia Grulli, proprietari di Manifattura Modenese.
Iorio Grulli, alla guida dell’azienda, in questi anni è divenuto uno dei protagonisti della ricostruzione, al centro di episodi di protesta anche eclatanti per sottolineare a gran voce le enormi difficoltà imposte dalla burocrazia a chi tenta di ripartire. Da quando salì sul tetto del capannone della sua ditta. Sotto le macerie della Manifattura, poi, rimase intrappolata la moglie Anna, che ha lottato tra la vita e la morte fino a quando non si è ripresa e, Iorio, per testimoniarle il suo amore, l’ha risposata per la seconda volta.
E, sabato insieme ai figli Sara e Nicola, Grulli ha dato il benvenuto a oltre 300 ospiti. «Ho fatto la “spola” dal mattino presto alla sera tardi per potere proseguire con l’azienda – spiega Nicola Grulli, figlio di Iorio, il quale si è occupato personalmente della trasferta dell’attività – ora per noi è una gioia poter essere qui e lo dobbiamo anche alla generosità dei nostri parenti reggiani».
«In tutto il terremoto ci è costato 3 milioni di euro: per un capannone abbiamo speso 1 milione e 800 mila, per il secondo altri 950mila euro – aggiunge Iorio Grulli – metà sono coperti dall’assicurazione, l’altra metà dalla Regione che ha erogato i fondi dell’Unione Europea. Siamo poco meno di una decina di dipendenti. Abbiamo dovuto lasciarne a casa 4, e abbiamo perso 100 macchine, rimaste schiacciate sotto le macerie, ad eccezione di 3. Ora siamo ripartiti con una ventina di macchine. Il desiderio di ripartire è stato troppo forte: lo dovevo ai miei, che hanno fondato l’azienda.
"Prima di venire all’inaugurazione sono stato al cimitero, a trovare mio padre per “dirgli” che abbiamo mantenuto la promessa e siamo ripartiti nel luogo dove il sisma ci ha danneggiato. Il richiamo del telaio è stato troppo forte. Un ringraziamento doveroso a chi non ha voluto nulla da noi, consentendoci di ripartire – conclude commosso Grulli – mi riferisco a Rolando Cattalini, (titolare dell’omonima ditta meccanica di Castellarano, nel reggiano ndr) – Purtroppo, è scomparso un paio di mesi fa, ma avrebbe dovuto essere qui con noi oggi. In rappresentanza dell’azienda che ci ha aiutati senza chiedere niente in cambio, c’è il figlio di Rolando, Andrea».
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